Lazio, ora si fa sul serio. E' caccia al vice Klose
Redazione TMW.
Sole che scotta, terra che arde. Tacchetti lustrati a nuovo, per una stagione ancora tutta da ingranare. Sogni che viaggiano, ambizioni che montano. La Lazio corre e suda con l'obiettivo di caricare a molle i muscoli e ritemprare le membra. Fiuggi volge al desio, mentre una manciata di allenamenti e una sola amichevole, separa la nuova creatura di Petkovic dalla prima sfida ufficiale della stagione. Juve-Lazio per riaprire le danze e misurare quella fame di vittorie appena arginata da uno storico 26 maggio da tramandare di generazione in generazione. Una coppa alzata in alto, dinanzi ai 'nemici calcistici' di sempre. Argini pontificati e rafforzati nel rimarcare ataviche differenze cittadine. Il delirio di un popolo intero e una Roma, quella biancoceleste, ancora in festa che fa da sipario levato in attesa della prossima finale. Attesa, aspettativa, impazienza e calciomercato: ecco gli ingredienti giusti per un nuovo inizio. "La Lazio ha fame", assicurano i big, in un coro che fa eco di protagonista in protagonista. La Lazio fatica e si prepara, studiando alla scuola Petkovic. Moduli che variano e che lasciano interrogativi fra 'promossi' e 'bocciati'. Brilla come una nuova stella Ederson, indubbiamente il più in forma della truppa biancoceleste. Illumina come un oracolo Biglia, resta un'incognita Anderson, mentre su Hernanes si addensano inutili interrogativi. Cosa farà il profeta? Come si collocherà nel nuovo 4-2-3-1? Strani dubbi di mezza estate, forse dettati dai fumi dalla canicola del sol leone, che quasi offusca le memorie. Hernanes come trequartista alle spalle di Klose, non è una novità, non sarebbe una scoperta. Il playmaker laziale, seppur prediliga un ruolo da regista, nella Lazio di Reja giocando in posizione più avanzata, brillò di luce propria, incidendo il proprio nome nella storia biancoceleste. Campioni autentici che si sacrificano per il gruppo.
Elementi di primo piano che riempiono lo spartito di un'unica sinfonia Petkoviana. E allora perché non pensare ad una Lazio camaleontica che cambi assetto e moduli in corsa? Oppure ad una naturale alternanza di 'prime donne', che garantirebbero lunga vita alla splendida creatura biancoceleste? Non è vietato sognare, né ambire al volo dei grandi. Trattenere i big e puntellare un gruppo forte nelle posizioni giuste è stata la mossa più astuta del duo Tare/Lotito. La fumata bianca sul caso Cavanda poi, ha rappresentato la vera ciliegina sulla torta, tanto da regalare al tecnico di Sarajevo un jolly inestimabile come esterno eclettico. E allora a precampionato inoltrato, che cosa ci si deve attendere ancora dal quartier generale laziale? Ovvio: Fame di vittorie, che solo la cura Petkovic può garantire e mercato attento, ma ancora audace. Serve l'ultimo azzardo in attacco per puntare in alto. Occorre un ultimo sforzo. Fuori Kozak e dentro una punta importante, pronta a garantire un giusto cambio a Klose e Floccari. Il mercato non è ancora chiuso in casa Lazio e non deve esserlo. Mai come adesso la sensazione di aver rinforzato a dovere un gruppo già saldo, appare più una certezza che una speranza. Manca poco, pochissimo. L'abilità di Tare resta l'asso nella manica laziale. Alle sue intuizioni rimarranno appese le aspettative di un popolo intero. Privarsi di Kozak e assicurarsi un vice Klose. Questo l'obiettivo, questa la chiave di volta della Lazio che sta nascendo. Sfida parallela, battaglia di squadra per sbocciare del tutto. Tare e Lotito fuori, tentano di fregiarsi dell'ultimo colpo di mercato, Klose e compagni in campo preparano la trappola per la vecchia signora. Tutti insieme ora è tempo di osare in grande.




