Le firme che non contano: da Zapata a Berisha
Andrea Losapio
Sarà che l'Albania di fine millennio era pitturata, e disegnata, dalle figure di Gene Gnocchi e Tullio Solenghi in un "Striscia la Berisha" d'antan. Sarà che Zapata è un cognome che in Colombia è tanto comune quanto temuto. O sarà che oramai il mercato non è più quello dei tempi di Luis Figo, quando il portoghese firmò sia per il Parma che per la Juventus, facendo saltare un trasferimento in Emilia e finendo poi a Barcellona per evitare una grossa squalifica. Da lì in poi una carriera vertiginosa, con quella macchia che difficilmente verrà mai cancellata, quella della doppia firma con due società diverse.
Più o meno quello successo con Berisha, portiere del Kalmar FF e della nazionale albanese, non certo un nome di primo piano (lo diventerà?) del calcio internazionale. Oramai di proprietà del Chievo, dopo firme e controfirme, dopo contratti depositati e commissioni da pagare, il numero uno ha deciso di ritornare sui propri passi, per poi firmare con la Lazio di Claudio Lotito e Igli Tare. Qualche piccolo intoppo pare esserci, perché in effetti non è un caso così semplice: le due squadre non hanno trovato l'accordo e non è escluso che ci possano essere dei problemi legali a brevissimo giro di posta.
Questioni che non sfiorano il Napoli, che ha acquistato Duvan Zapata come vice Higuain, per dare un volto e una freschezza diversa al proprio attacco. Ma non doveva finire così. Perché il Sassuolo aveva già concluso l'acquisto dell'attaccante colombiano, che aveva firmato un contratto con i neroverdi. Doveva finire qui, se non fosse che i partenopei hanno continuato a trattare con agente ed Estudiantes, trovando un accordo soddisfacente, salvo poi presentare una controproposta al Sassuolo. Difficile dire in quali termine - se non impossibile - ma è difficile, logicamente parlando, che una squadra che lotta per salvarsi regali un centravanti già acquistato al club più ricco dell'intera sessione di trasferimenti senza guadagnarci. Insomma, Duvan Zapata è stato un affare, anche e soprattutto per il Sassuolo. Certo, dopo una firma toccherebbe stappare lo champagne più che cercare un altro ingaggio, ma forse è solo il nuovo calciomercato che verrà.




