LIVE TMW - Juventus, Conte: "Torna Buffon. Non siamo Tevez dipendenti"
Luca Bargellini
Queste le parole in conferenza stampa del tecnico della Juventus Antonio Conte prima del match di domani contro il Chievo Verona al Bentegodi.
Come si prepara una partita in due giorni? "Ieri abbiamo fatto scarico, mentre oggi prepareremo il match di domani. Servirà attenzione. Le rotazioni? Continueranno anche domani in maniera decisa. Domani affronteremo la quarta partita di questo tour de force. E' normale che dovremo fare delle rotazioni per permettere ai ragazzi di allenarsi. Le scelte sono sempre programmate cercando di mantenere un equilibrio di squadra. Ci fosse stato Caceres e un Marchisio a pieno avremmo fatto un turnover più intenso. Ripeto, però, dobbiamo fare delle scelte quando ci sono così tanti impegni. Chi ha sostituito i titolari ha comunque fatto bene".
La gara con il Verona? "Capita spesso che i nostri avversari cambino il proprio modo di giocare in funzione delle nostre qualità. Non è una cosa semplice perché trovi sempre squadre che marcano a uomo otto giocatori. Questo è successo anche con l'Hellas che ha lasciato liberi da marcatura a uomo solo Barzagli e Ogbonna. Non è semplice fare calcio in questo modo. Quando ti marcano otto uomini su dieci le difficoltà sono normali e noi siamo stati bravi a superarle. Alla quarta o quinta giornata mi sarei aspettato squadre che giocano più liberamente, senza l'assillo dei punti. Anche domani con il Chievo mi aspetto la stessa cosa".
La formazione? "Dico solo che tornerà Buffon in porta".
Rischio di cambiare troppi giocatori? "Lo scorso anno in Coppa Italia abbiamo cambiato anche otto giocatori. Quando parliamo di rotazione mirata dovrebbe essere, al netto degli infortuni, composta da quattro o cinque variazioni. Non di più. Serve sempre equilibrio e stabilita. Mi auguro di non dover fare mai 6/7 cambi fra campionato e Champions League. Sarebbe una cosa che non vorrei fare anche se il mio è un gruppo molto affidabile".
Juve ancora favorita per lo scudetto? "Sinceramente non mi aspettavo risposte così forti da Inter, Napoli, Roma e Fiorentina. La testimonianza che quando parlo non lo faccio per mettere le mani avanti ma per analizzare tecnicamente le situazioni. Per questo dico che sarà molto molto difficile confermarsi in Italia".
Il "caso Pirlo"? "Sono casi nati grazie alla stampa. Come con Quagliarella, di cui sono contento, e Llorente, che ha giocato quando pensavo che sarebbe stato utile alla squadra, lo stesso vale con Pirlo. Fra noi non c'è stato un chiarimento perché non avevamo una regola. Da oggi invece c'è ovvero che chi esce, a meno degli infortunati, deve rimanere a bordocampo a guardare la partita assieme agli altri. Chi non la rispetterà verrà fortemente multato e subirà un mese di esclusione dalla rosa. La regola parte da domani".
Giovinco titolare con il Chievo? "Fra un po' diventa un caso anche lui che è il mio preferito.... Seba sta bene: ha fatto bene con il Verona e avrà la sua chance da titolare domenica o in Champions o dopo la sosta. Quando capirò che Giovinco può essere importante per la Juve a partita in corso lo farò giocare. Giovinco è un calciatore molto importante per la Juve perché unisce qualità e velocità. E' un calciatore che mi piace molto anche se non gioca tanto".
Juve, Tevez-dipendente? "Carlos sta facendo bene in un gruppo che comunque arriva da due scudetti consecutivi. Il suo arrivo ci ha portato qualcosa in più a livello di spessore tecnico e caratteriale. Sono molto contento di questo ma non voglio dimenticarmi di quanto fatto dalla Juve senza di lui. Non saremmo mai dipendenti da un giocatore. Non è il mio calcio".
Per tre volte in svantaggio? "Spero che non diventi un'abitudine così come dovremmo crescere sul piano delle palle inattive. Con il Verona siamo riusciti a ribaltare il risultato. A Copenhagen no. Dobbiamo cercare di trasformare la difesa nella nostra arma migliore".
Niente ricorso del Milan per Balotelli? "Non voglio parlare del Milan perché voglio pensare al Chievo che sarà un avversario duro. Poi ci sarà il derby e il Galatasaray. Il Milan non è fra i miei pensieri. Balotelli è un calciatore del Milan ed è giusto che ne parlino gli addetti ai lavori rossoneri".
Curve chiuse negli stadi italiani? "Bisogna dare un segnale e in primis i media non devono dare spazio ai dei deficienti che offendono con cori e striscioni. Credo che il pugno duro sia la scelta migliore. Vedrete che prima o poi questi si stancheranno e inizieranno a pensare solo al calcio giocato".
Costruito tanto gioco per segnare così poco? "Ero paradossalmente più preoccupato quando abbiamo vinto con la Lazio, sia in Supercoppa che in campionato, costruendo poco di più di quanto concretizzato. Per questo ho parlato fin da subito di risultato bugiardo. Personalmente preferisco avere una squadra che tira tanto, com'è successo con Copenhagen e Verona, e che poi segna poco. La mole di gioco è importante".




