Lo Monaco: "Il Messina è stata la mia prima squadra nei professionisti"
Luca Esposito
Salernitana-Messina: il presente dice che è Coppa Italia di Lega Pro, ma il passato racconta di epiche sfide mai passate di moda nella vecchia Serie C, con due tifoserie caldissime e rivali che vogliono tornare a scrivere la storia del calcio italiano, grazie a due dirigenze solide e competenti con esperienza in Serie A. "Risalita" è la parola d'ordine in entrambe le città, scottate dal capitombolo che ha portato alla D. Se a Salerno la garanzia è rappresentata dalla coppia Lotito-Mezzaroma, Pietro Lo Monaco è l'uomo giusto per riportare i peloritani in categorie meno anonime. Intervistato in esclusiva da TuttoSalernitana.com, Lo Monaco ha spiegato che sarà ben lieto di fare tappa all'Arechi: "Ho accolto con piacere la notizia dell'accoppiamento tra Salernitana e Messina, l'idea di confrontarci con Lotito è stimolante, anche se solo in Coppa Italia. Sia il Messina che la Salernitana, negli ultimi anni, hanno conosciuto l'onta della Serie D e finalmente si ritrovano a confrontarsi nel professionismo e questa è una cosa che mi fa enormemente piacere, anche se siamo ancora lontani dal compimento dei rispettivi progetti. Sotto questo aspetto, il sorteggio è stato accolto con grande soddisfazione a Messina".
Lo Monaco non cova particolari ambizioni sul trofeo tricolore, e sa di non partire coi favori del pronostico: "La Salernitana è attrezzata per fare il salto di categoria e arrivare in Serie B, mentre noi stiamo iniziando adesso il percorso in Seconda Divisione con l'obiettivo di mantenere la categoria e approdare nella Serie C unica l'anno prossimo. Il primo passo è stato compiuto nell'ultimo campionato, quando abbiamo vinto il campionato e abbiamo detto addio ad una Serie D che per troppo tempo aveva occupato la storia del nostro club".
Parole di elogio per il pubblico granata: "Io penso che sicuramente i grandi numeri la Salernitana li farà sempre, perchè alla base ha una piazza appassionata e caldissima. Non mi potrò mai dimenticare, in Serie A, il numero impressionante di abbonati che ci furono a Salerno e sono pronto a scommettere che sarete in grado di ripeterli".
Un entusiasmo che Lo Monaco vorrebbe rivedere anche nel suo stadio: "Il Messina al momento è una grande piazza solo sulla carta. C'è un po' di disamore generale, ma spero di riuscire a restituire entusiasmo anche ai nostri colori, come ha fatto Lotito. Chissà che giocare in uno stadio glorioso come l'Arechi non sia uno stimolo per i nostri tifosi. Il Messina, in fondo, sta tornando grande".
L'esperienza di chi ha guidato un club in Serie A, a Messina come a Salerno, messa al servizio di squadre di categorie inferiori: "Per me non è stato difficile adeguarmi alla nuova avventura, sono sempre stato in prima persona alla guida di club. Il problema per me non esiste, anche a Catania non ero certamente un semplice dirigente, ma posso dire di aver "fatto" io il Catania. Adesso ho preso un progetto nuovo, partendo dai Dilettanti e si tratta di una scalata lunghissima, che non mi spaventa".
Un progetto che Lo Monaco era pronto a far partire a Salerno, dove partecipò al bando del 2011 insieme a Lotito e Mezzaroma: "Mi candidai anche per Salerno, facendo una formale richiesta. Alla fine seppi che in corsa c'era anche Lotito e a seguito di una lunga telefonata con lui, ho preferito lasciar perdere. Lotito aveva grandi piani per Salerno, sin dal primo giorno e mi sembrò una guerra inutile e senza senso".
Due anni e due promozioni per il patron della Lazio, Lega Pro al primo colpo per Lo Monaco a Messina, ma con alcune differenze: "Tra la mia scelta e quella di Lotito - spiega l'ex Ad del Catania - c'è una differenza perchè il mio è stato un atto d'amore verso Messina, città in cui vivo ed in cui ho legato ricordi particolari. Sono arrivato in questa città quando avevo appena 18 anni, il Messina è stata anche la mia prima squadra quando sono approdato nei professionisti. Quello di Lotito invece è un investimento, un'operazione con corretta ipotesi di speculazione futura, soprattutto perché lui ha pensato che Salerno può raggiungere numeri incredibili in Serie A. E dico che ha fatto bene e ci ha visto giusto, in quando anche per me Salerno è al top in Italia. Ha tutto l'interesse a portare in alto il club, che poi è esattamente ciò che vogliono i tifosi granata".




