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Meglio di Vasco e Pablito, secondo solo a Valentino. E' l'anno di Pepito Rossi

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Marco Conterio
giovedì 26 dicembre 2013, 21:282013
autore Marco Conterio
26.12.2013 21:282013
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Rossi. Cercate la parola su Google. Il primo risultato è il motociclista più forte di ogni tempo, Valentino Rossi. Poi Giuseppe Rossi. Prima di Vasco Rossi, prima del canoista Antonio Rossi, prima del tecnico Delio Rossi, prima dell'ex bomber Paolo Rossi, prima dell'Olimpionica Jessica Rossi. Anche prima di Valeria Rossi, quella del tormentone Sole, Cuore, Amore. Che sono, in fondo, anche se ad un ritmo più hip-hop e con un timido sorriso stampato sulle labbra, la semplice filosofia del nuovo Fenomeno del calcio italiano.

Una googlata non cambia la vita, è chiaro, ma fotografa al meglio la portata del personaggio Pepito. O antipersonaggio. Perché GR22 è tipo schivo ma schietto, timido fuori e leone dentro al campo. Rossi, come molti altri, come nessuno mai. O come pochi, pochissimi altri eletti, almeno, che la Dea Eupalla ha baciato in tenera età ed ha dotato di un talento infinito. Una storia romantica, la sua, di sofferenza, di rinascita, di sudore, di fatica. Di gol. Perché il Signorino Rossi è capocannoniere della Serie A, non certo l'ultimo dei frombolieri dei campi polverosi.

Tutto nasce quando sembra finire, il 13 aprile 2012. Lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro già infortunato in precedenza. Si opera, lo fa ancora e si ferma quattro mesi, poi l'ottobre seguente segue una terza operazione che allunga i tempi di recupero di altri sei mesi. Tutto questo dopo un crack precedente, il 26 ottobre 2011, ancora al ginocchio destro. La Fiorentina crede in lui, lo prende dal Villarreal e lo veste di viola fino al 2017. Il 19 maggio 2013, tutto riparte. Sessantaquattresimo minuto di Pescara-Fiorentina. Esce Cuadrado, entra Rossi. E lì, suonano i violini.

Quelli dall'alto, che si accordano solo per gli eletti, solo per i Fenomeni. La cronistoria stagionale del Pepito Nazionale, racconta di un esordio col Catania bagnato da un gol e da due, a seguire, contro il Genoa. Niente reti col Cagliari e la Fiorentina non vince, anche se serve un assist. Poi un gol con l'Atalanta, uno con l'Inter, stop a sorpresa in due gare: Parma e Lazio, ed in entrambe le sfide la Viola non vince. Tre gol con la Juventus sono il canto più bello per Firenze, due assist contro il Chievo il sigillo perfetto. Col Napoli una rete non basta ad evitare la sconfitta, una giornata più quieta, senza gol e assist, è coronata comunque dalla vittoria della banda Montella a Milano col Milan. Poi via: doppietta con la Samp, a secco e sconfitta con l'Udinese. Un gol con il Verona, niente e ko con la Roma. E poi ancora: un gol e un assist col Bologna, una rete col Sassuolo. Non si ferma mai, Pepito. Un Signor Rossi come tanti. Un Fenomeno come pochi eletti.