Messi, i 13 tocchi di Villa e il palo di Niang: top e flop della Champions
Andrea Losapio
Il Milan saluta la Champions, venendo distrutto da un Barcellona che si specchia nella partita d'andata e si vede più brutto della Strega Nocciola di Topolino. Poi Messi fa subito gol e il banco salta, così come il bunker rossonero. L'occasione mancata di Niang non fa che amplificare i rimpianti. Il Galatasaray di Sneijder - più che di Drogba - si sbarazza di uno Schalke un po' timido e orfano di Huntelaar. Sarà una bella mina vagante.
I top
Lionel Messi - Quella frazione di secondo che cambia tutto. Quella sorta di elastico, esterno-interno, che alla fine elastico non è: perché è un controllo in un fazzoletto 0x0 e biliardata all'incrocio, roba che pure al rallenty sembra infinitamente veloce. Rompe un tabù che lo voleva a secco - su azione - contro le italiane. Ok, gioca nel Barça ed è fortunato. Ma probabilmente vincerà i prossimi 10 palloni d'oro ad honorem. Organizziamo qualcosa di meno scontato?
I 13 tocchi di Villa - Non aveva toccato molto il pallone, David Villa. Solo tredici volte, dal fischio d'inizio. E con il numero che la cabala definisce sfortunato ha infilzato un Abbiati incolpevole, che non abbozza la parata perché, obiettivamente, non ci sarebbe mai arrivato. Un lampo in una stagione da dimenticare.
Il Galatasaray - In tono minore rispetto ai blaugrana, ma i complimenti vanno anche ai turchi che espugnano Gelsenkirchen grazie al gioiello di Altintop, la sfrontatezza di Sneijder e i gol - pesantissimi - di Yilmaz. La Lazio ci aveva visto giusto, ma alle volte è giusto anche aprire i cordoni del portafogli.
I flop
Il palo di Niang - Solo, solissimo, in fuga per la vittoria. Sembrava Iaquinta al mondiale tedesco, anche per come si è sviluppata l'azione con uno svarione difensivo. Davanti a Victor Valdes, però, non ha avuto la freddezza né di saltarlo né di gelarlo con un tocco sotto. Tutto facile dal divano di casa, meno nel Camp Nou. Purtroppo per il Milan e il calcio italiano.
La difesa dello Schalke - Howedes ha rinnovato il contratto fino al 2017 da poco, Matip è una delle prossime stelle del calcio europeo. Non pervenuti contro Drogba - non benissimo nemmeno lui - e Yilmaz, vero bomber nonché rapace d'area. Sicurezza che non c'è, risultato scontato.
Kevin Constant - Un buco dietro l'altro, è il tallone d'Achille della difesa del Milan. Soffre Dani Alves come un vampiro la luce del sole. Male, nonostante l'annata non sia per niente da gettare alle ortiche. Per la qualificazione con il Barça, però, serve altro.




