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Milan e Juve: largo a De Laurentiis. Diamanti a Bologna per il mondiale. Gilardino: attento a Roma. I due volti di Mathieu Flamini. Llorente: miracolato da Tevez

autore
Mauro Suma
sabato 6 luglio 2013, 00:002013
autore Mauro Suma
06.07.2013 00:002013
Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
FotoTUTTOmercatoWEB

Adriano Galliani, durante la Crociera Rossonera, alla domanda se il Napoli fosse interessato a El Shaarawy, aveva risposto: "Bisogna chiedere ad Aurelio De Laurentiis". Oggi, dopo il colloquio positivo fra il Milan e il Faraone, il dirigente rossonero è tornato a dribblare una domanda sull'impatto che potranno avere i 63 milioni di Cavani immessi nel Campionato italiano: "Non è carino che io risponda, se la trattativa andasse in porto, toccherebbe al presidente De Laurentiis decidere". Intanto, chapeau. Ero fra quelli che pensavano che la clausola non sarebbe stata mai pagata e invece il numero uno del Napoli l'ha tenuta dura e la sta vincendo con il PSG. Ma, attenzione, dal momento in cui dovesse diventare ufficiale Cavani a Parigi, cambierebbe tutto lo scenario del mercato soprattutto italiano. Il Napoli in quello stesso momento diventerà la squadra più ricca del mercato. Anche se dovesse reinvestire solo la metà di quei 63 milioni, avrebbe più soldi da spendere di tutti. Più della Juventus, più del Milan e più dell'Inter. Quindi, per intenderci, su Nainggolan, su Ogbonna, su Jovetic e su Ljiaic la parola passa al Napoli. Se il Napoli paga prende uno o due di questi big, se il Napoli lascia la vità può continuare. Ma se il Napoli lascia...

Alino Diamanti non si fa prendere per la gola. Lui vuole andare al Mondiale. E ha capito che anche Antonio Cassano ha questo obiettivo. Cassano ha fatto due più due e ha realizzato che da protagonista, da unica stella, nel Parma può brillare e giocare sempre. E segnalarsi per il Mondiale. In una grande squadra, fra tensioni e partite ogni tre giorni, fra pressioni e ferree esigenze tattiche che non guardano in faccia nessuno, sarebbe stato più difficile emergere e svettare in ottica Brasile 2014. E allora, ecco Parma. Perfetto. Diamanti ha capito e preso nota. Sai cosa c'è? Resto a Bologna, sul mio trono e mi gioco il Mondiale giocando sempre qui. Le grandi sono avvisate, il Mondiale non aspetta e non ammette equivoci.

Gli amici stanno provando a sconsigliare il Gila dall'accettare la sua nuova, sempre più probabile, destinazione: la Roma. Alberto Gilardino è un bravissimo ragazzo, con colpi da campione e concentrazione da professionista vero. Ma ogni tanto la sua autostima, dopo qualche partita che può non andare per il verso giusto, finisce sotto un treno. E a Roma, nella Roma infuocata post-derby storico perso il 26 Maggio con la Lazio, è molto facile finire sulle rotaie. Attento Alberto. Vai pure a Roma se il mercato non ammette alternative, ma ripromettiti di reagire a qualsiasi cosa, di non avere occhi e di non avere soprattutto orecchie, né per le radio romane né per l'Olimpico. Altrimenti, il Mondiale rischia di allontanarsi. In ogni caso, Forza Alberto.

Strana vicenda quella di Mathieu Flamini. Il 25 Giugno sussurra ai compagni che la proposta del Milan era buona e che si stava accingendo a firmare. Il 26 Giugno invece l'avvocato Misserly esce dalla sede di via Turati scettica e perplessa. Eppure il Milan aveva fatto una buonissima proposta. Seguitemi: Flamini aveva un anno di contratto e la nuova proposta-Milan era di due, quindi raddoppiata nella durata; Flamini prendeva circa 1 milione e 500 mila euro e la nuova proposta era fra il milione e 700 e il milione e 800, circa 2 milioni in più su due anni rispetto alla cifra del precedente contratto. In sostanza un anno in più e soldi in più. Ma perché allora Mathieu ha rifiutato? I suoi compagni di squadra se lo chiedono. Dopo la sua assenza in Siena-Milan del 19 Maggio e la sua partecipazione alla partita di Kaladze il 31 Maggio in Georgia, sembrava che tutto andasse bene. Buona fortuna, Mathieu.

La Juventus ha bloccato Fernando Llorente da mesi ormai, da quasi un anno. E, come se nulla fosse successo, i tifosi juventini nelle trasmissioni e nei bar continuavano a ripetere le stesse cose in quei mesi e in quelle settimane. Come un mantra: ma chi compriamo? Lo prendiamo o no questo top player? Eccetera, eccetera...Insomma, Llorente fino al 24 Giugno 2013 era il più classico dei parametri zero senza appeal per i tifosi, una sorta di appuntamento rinviato con il top player. Ma il 25 Giugno e l'arrivo di Carlitos Tevez l'hanno miracolato. L'onda lunga dell'entusiasmo per Tevez ha reso accettabile e digeribile anche Llorente. Anzi di più, entusiasmante e trascinante. Capita. E' una delle dinamiche del calcio e delle sue inerzie. Tre anni fa al Milan i tifosi rossoneri storcevano la bocca al nome di Robinho, ma dopo l'arrivo di Ibra ecco che anche Robinho diventava un grande acquisto. Succede, fa parte della vita. Robinho ha fatto molto bene un anno. Llorente supererà almeno l'asticella di un anno, oppure no?