Milan, le verità nascoste. Pulvirenti, in 2 mesi hai distrutto un lavoro di 8 anni. Benitez, welcome to Italy!
Michele Criscitiello
La partita tra Silvio Berlusconi e Adriano Galliani ancora non è finita. Lo scontro con Barbara Berlusconi nasconde solo l'irrefrenabile voglia di cambiare da parte del Cavaliere. Non crediamo che, senza il consenso del padre, Barbara si sia imbattuta in una faida con chi per 30 anni ha fatto gli interessi della sua famiglia. Dal mercato alle coppe vinte, fino alla notte di Marsiglia. Che Galliani sia il miglior dirigente italiano in attività è come sostenere che a Bolzano ieri faceva un freddo assurdo. Scontato, ovvio, banale. Galliani è stato il Milan, quando Berlusconi era in trincea e quando doveva pensare agli affari politici. Ha pensato sempre al bene del club perchè lo ha vissuto sempre come un bene personale, ma naturalmente in questi anni ha fatto anche i suoi interessi. Sarebbe stato folle se non lo avesse fatto. Con la crescita dei figli del Cavaliere qualcosa è cambiato. A Piersilvio e Marina non sono piaciuti alcuni comportamenti di Galliani. Barbara ha studiato per due anni e poi ha preso potere. In questi due anni ha avuto un attento spirito di osservazione. Poi ad Arcore ha fatto il report settimanale per 24 mesi. Oggi sarebbe pronta a subentrare al vertice del club ma la cena di Arcore ha nuovamente mischiato le carte. Cosa si sono detti Berlusconi e Galliani in assenza di Barbara? Che patto hanno chiuso e che strategia intendono portare avanti? La buonuscita c'è e l'accordo di transizione è stato trovato con Bruno Ermolli, l'uomo dei conti. Poi c'è il mistero: addio subito? Addio prima di Natale o ad aprile? Una cosa è certa: comandare in due non servirebbe a nessuno. La conferma di Galliani toglierebbe poteri a Barbara, dopo aver iniziato a lavorare per la squadra dirigenziale del futuro. La conferma dei pieni poteri a Barbara non potrebbe passare come la linea che andrebbe bene a Galliani. Uno come lui non può prendere ordini in un posto dove ha deciso anche le posizioni delle sedie per 27 anni. 28 trofei conquistati, quasi la media di uno a stagione. Galliani è il Milan. Sì al cambio generazionale ma con eleganza. Adriano ha ragione.
L'eleganza che è mancata a Catania. Ieri il Milan ha vinto, Balotelli ha risposto a Spolli. Detto tra noi: meglio essere un nero di m... che qualcos'altro. Vero Spolli? A buon intenditore poche parole. Queste parole le potremmo suggerire a Mario che, forse, ieri al momento dell'insulto non sapeva tanti fatti dell'avversario. Balotelli ci ha stufato (vedi editoriale di 7 giorni fa) ma ieri aveva ragione da vendere. Dicevamo del Catania.
Pulvirenti paga le sue scelte strategiche e il voler essere accentratore di un progetto che aveva poco del suo intuito. Pulvirenti era il perfetto Presidente non esecutore. Lo scorso anno ha vissuto di rendita di quanto seminato negli anni precedenti e l'anno scorso Gasparin ha avuto l'intelligenza di conservare quanto di buono era già presente a Catania. Lo Monaco e Pulvirenti componevano la coppia perfetta. Il Direttore-padrone di squadra, centro e spogliatoio, con un Presidente attivo nella parte economica ma fuori dai giochi di mercato e di spogliatoio. L'addio è stato un bagno di sangue. Come distruggere un giocattolo perfetto? Prendete le istruzioni e andate a Catania. Mi dispiace tantissimo che i tifosi etnei, in estate, abbiano letto le mie parole come un attacco alla società. Era solo una previsione che purtroppo si sta confermando. Se non hai un Direttore all'altezza la squadra ne risente. I giocatori non sono fondamentali nei 90 minuti ma nella gestione della settimana. In una squadra è importante tutto: quando arrivi all'allenamento, a che ora torni a casa, se tua moglie sta bene in città e che a comandare la vita del calciatore non sia il suo procuratore. Figuriamoci se chi comanda tutto lo spogliatoio è un agente cosa ne viene fuori... L'ultimo posto in classifica. Cosentino, esperto mediatore internazionale, ha vissuto con il calcio e da persona intelligente qual è non ha mai investito nel calcio. Perché Pulvirenti lo ha coinvolto nel progetto Catania? Questo è quello che chiediamo e ci chiediamo. Una mossa più sbagliata non poteva farla. Eppure il Catania sarebbe ancora in tempo. Come? Vogliamo essere costruttivi. I giocatori di qualità ci sono e il campionato è mediocre. Tre interventi a gennaio e subito un Direttore Generale alla guida del club.
Il programma si chiude con Lazio-Napoli. Anche sul Napoli è brutto dirlo ma la situazione sta precipitando e le previsioni si stanno confermando. Benitez è un grande allenatore e un grandissimo tattico ma non può pensare di cambiare il mondo. E' Benitez che deve adattarsi all'Italia e non l'Italia a lui. Gli allenamenti blandi, la preparazione estiva a 7 all'ora e i giorni di riposo in settimana dopo una partita non aiutano la crescita della squadra. La pressione non deve mancare mai e la preparazione senza palla, nel nostro campionato, diventa imprescindibile quando a dicembre le squadre iniziano a correre il doppio dopo aver sofferto la prima parte di campionato perchè ancora con le gambe pesanti. Nessuno ha mai detto che Rafa non sia capace ma semplicemente deve fare un passo indietro. Al 2 di dicemebre rischia di aver perso già la Champions League e qualche vagone per lo scudetto. I napoletani ti tutelano, ti osannano ma se non paghi alla fine ti presentano il conto. Attento Rafa, potrebbe essere salato.




