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Milan, Montolivo a 360°: "Qui sono felice, a Firenze anni indimenticabili"

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Matteo Calcagni
lunedì 28 gennaio 2013, 22:422013
autore Matteo Calcagni
28.01.2013 22:422013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Riccardo Montolivo, centrocampista rossonero, è stato ospite a Undici, programma di approfondimento calcistico condotto da Pierluigi Pardo su Italia 2. Il ventottenne di Caravaggio ha parlato di numerosi argomenti, dagli esordi all'attualità nel Milan.

Sul momento del Milan e la classifca: "Stiamo pagando l'avvio difficoltoso, il segreto è lavorare, seguire l'allenatore e cercare di preparare bene le partite, siamo ancora lontani dall'obiettivo stagionale, ma dobbiamo crederci".

Su Allegri: "Anche Galliani ha manifestato la fiducia nell'allenatore sia pubblicamente che negli spogliatoi, abbiamo sempre avuto una guida solida".

Su El Shaarawy: "Ha grandissime qualità, ha fiuto del gol, può migliorare tantissimo, deve confermarsi ma i presupposti ci sono".

Su Niang: "Mezzi fisici incredibili, sfrontatezza. E' imprevedibile, allegro, divertente, un po' casinista. Ha grandi qualità, un gran calcio, deve fare meglio dal punto di vista tattico ma può migliorare tanto anche lui".

Sulla sua esperienza in rossonero: "Soddisfatto ma consapevole che ancora non ho fatto niente. La strada è lunga, per meritarsi la maglia del Milan ci vuole continuità, ma sono contento".

Sulla svolta stagionale: "Il problema è che non eravamo ancora squadra, la svolta forse col Palermo, perdevamo 2-0 e l'abbiamo recuperata. Ma la vera svolta credo sia stata quella con la Juventus, che ci ha dato fiducia, stima per iniziare la rimonta".

Sul terzo posto: "Ci siamo avvicinati, ma le squadre che sono davanti corrono. Dipende tanto da noi e anche un po' dagli altri".

Su Messi: "Ci penseremo, adesso pensiamo a Di Natale e Muriel. Il Barcellona? Senza dubbio partiamo sfavoriti, loro sulla carta sono più forti, la squadra più forte in assoluto. Sarà dura, loro stanno alle squadre di club come la Spagna sta alle Nazionali".

Su Balotelli: "E' un ragazzo estroso. Devo dire che il Balotelli che ho conosciuto in Nazionale si è sempre comportato bene. Dal punto di vista tecnico il suo talento è indiscutibile. La società deciderà. Milanello può far bene a tutti. E' un ambiente con delle regole ferree, il comportamento, il codice etico, il rispetto e l'educazione sono la cosa più importante. I giocatori di qualità sono sempre ben accetti".

Sull'ambiente di Firenze: "Sicuramente è una piazza difficile, molto esigente, è sicuramente una buona palestra per una grande squadra. Sicuramente a Milano le pressioni sono maggiori, ma anche a Firenze non sono da meno"

Sull'aver lasciato la Fiorentina: "Sono felice della mia scelta, una scelta giusta in un momento difficile, sono contento che la Fiorentina stia facendo un bel campionato. E' nelle prime posizioni della classifica con merito, se continuerà così le cose miglioreranno".

Su Pazzini: "Una bella storia, perchè siamo legati da un'amicizia importante, abbiamo vissuto tante emozioni insieme. Mi ha raggiunto al Milan. Sono contento perchè oltre ad essere un amico è anche un grande giocatore. Sono molto legato ai ragazzi con cui ho fatto il settore giovanile. Lazzari, Canini. E' bello condividere emozioni col passare degli anni".

Sulla Fiorentina: "Anni indimenticabili, fatti di soddisfazione, gioia, alti e bassi com'è normale. Ricordo con grande affetto la gente, i tifosi. Ho bellissimi ricordi, soprattutto legati alle esperienze europee, ricche di soddisfazioni. Una storia che probabilmente è finita male, ma sono molto legato a Firenze. Le cose potevano andare diversamente, ma è andata così'".

Sul gol in fuorigioco di Klose: "Forse la più grande delusione a Firenze, è stata una partita giocata bene e quel gol ha pesato per la qualificazione ai quarti di finale. Chissà cosa sarebbe successo se fossimo andati avanti. Abbiamo sfiorato la finale di Uefa, abbiamo fatto un paio di stagioni in Champions League".

Sul Mondiale 2010: "Non ricco di soddisfazioni per noi, ma è stata la mia prima competizione per Nazionali. Purtroppo è finita malissimo. C'era un gruppo in transizione, forse non ha funzionato questo mix".

Su Prandelli: "Ne posso parlare solo bene, con me è stato sempre affettuoso, è stato forse l'allenatore che mi ha insegnato di più e mi ha dato di più nel calcio. Mi ha insegnato quasi tutto, sono arrivato a Firenze quando ero agli albori della mia carriera, quello che so lo devo a lui".

Sul rigore sbagliato con l'Inghilterra: "In quel momento mi è crollato il mondo addosso, perchè quando uno va sul dischetto spera sempre di buttarla dentro. Pensi di poter essere la causa della fine di un sogno. I rigori li sbaglia chi li tira, ma nel calcio si dice che chi sbaglia per primo vince (ride ndr.) Il cucchiaio di Pirlo è stato decisivo? Probabilmente è stato così. Dal punto di vista psicologico li ha messi in difficoltà, ma lui è un fenomeno"

Sul Milan e la fascia: "La fascia da capitano è stata la più grande soddisfazione nella mia avventura in rossonero. Indossare una fascia che è stata di giocatori che hanno fatto la storia. E' stato un onore e una grande responsabilità, considerando che di capitani ne abbiamo già tanti in squadra".

Sull'obiettivo in campionato: "L'obiettivo è il terzo posto, poi vediamo chi c'è. Sia la Lazio che il Napoli stanno facendo molto bene. Il Napoli lotterà per lo scudetto? Ha la potenzialità per farlo. La Juve ha forse ancora qualcosa in più, ma il Napoli è quella che può dargli fastidio. Chi vince lo scudetto? Credo la Juventus"

Sull'undici ideale: "Buffon; Maldini, Dainelli, Gobbi; Donadel, Liverani, Ambrosini, Lazzari; Gilardino, van Basten, Pazzini".