Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Non solo Balo. Quando i nuovi colpiscono al primo colpo

autore
Gaetano Mocciaro
lunedì 4 febbraio 2013, 21:002013
autore Gaetano Mocciaro
04.02.2013 21:002013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Nessuno come super Mario. Nella storia recente del Milan nessuno ha avuto una partenza così lanciata come Balotelli, autore di una doppietta che è valsa la vittoria. Tuttavia anche scavando nel passato dell'era Berlusconi i grandi acquisti rossoneri sono stati spesso autori di esordi molto positivi, spesso bagnati da un gol.
Incominciamo col 1987: i rossoneri vanno all'Arena Garibaldi e affrontano il Pisa. In campo i due olandesi Ruud Gullit e Marco van Basten. Il tulipano nero si presenta con una frustata di testa che vale al 73' il 2-1. Poi il cigno di Utrecht chiude i conti trasformando un calcio di rigore.

Ancora Gullit è l'uomo più atteso della prima giornata del 1994. È l'anno del suo ritorno dopo la parentesi alla Sampdoria. Tutti i fari sono su di lui e l'attaccante non tradisce decidendo la sfida contro il Genoa.

Il 1995 è l'anno di George Weah. Corteggiato da mesi il liberiano viene acquistato dai rossoneri in primavera e dopo pochi minuti sugli sviluppi di un calcio di punizione mette la testolina vincente a Padova, che vale il vantaggio iniziale.

Nel 1998 il nuovo Milan di Zaccheroni ha in Oliver Bierhoff l'uomo più atteso. Fresco di titolo di capocannoniere con la maglia dell'Udinese con 27 reti, il tedescone si presenta a San Siro con la sua specialità: colpo di testa imparabile che sblocca la partita contro il Bologna. Non contento si concede anche il bis su calcio di rigore.

Arriviamo al 1999 e con il tricolore sul petto il Milan presenta Andriy Shevchenko. L'ucraino mostra subito di essere un centravanti vero segnando al Lecce. Sarà il primo di 24 reti che gli varranno a fine stagione il titolo di capocannoniere.

Siamo nel 2006 e Shevchenko è andato al Chelsea. Al suo posto arriva Ricardo Oliveira, che sceglie proprio la maglia numero 7. Il brasiliano in verità è accolto piuttosto freddamente, considerato come ripiego dopo che Ibraimovic è stato preso dall'Inter. Il giocatore parte dalla panchina ma appena entra in campo colpisce, segnando alla Lazio. Il pubblico rossonero spera di aver trovato il nuovo idolo. Si rivelerà, invece, un flop clamoroso.

Gennaio 2008, un diciottenne Pato viene finalmente tirato fuori dalla naftalina. Acquistato in estate ma non tesserabile fino al raggiungimento della maggiore età, il brasiliano trascorre tutta la prima parte della stagione ad allenarsi con i nuovi compagni. L'esordio in una fredda serata contro il Napoli, i compagni di squadra provano a farlo segnare in tutti i modi. A segnare però sono Ronaldo, Seedorf, ancora Ronaldo e Kakà. Fino al gol liberatorio al 29' e mani a mo' di cuoricino in dedica alla fidanzata brasiliana.