Oriali sull'Inter: "Un ritorno? Non nell'immediato. Amarezza per l'addio"
Matteo Calcagni
Gabriele Oriali, ex giocatore e dirigente dell'Inter, è stato ospite a Undici, trasmissione di approfondimento calcistico condotta da Pierluigi Pardo su Italia 2. Si è parlato di argomenti d'attualità e soprattutto della situazione dei nerazzurri.
Sul derby di Roma: "Pareggio giusto che non serve a nessuno, buona Lazio per un'ora, fino a quando Hernanes ha sbagliato il rigore, poi è cambiata la partita. Da interista chi mi fa più paura delle due? L'Inter".
Sui gol nei derby: "Fare un gol in un derby dà maggiori soddisfazioni. Il derby lo sentivo? Abbastanza, il derby e la gara con la Juventus erano le partite che si sentivano più delle altre".
Sulla possibile permanenza di Stramaccioni: "Credo che le maggiori percentuali ce le abbia Stramaccioni. Consideriamo che l'Inter è stata una delle prime squadre a fare i preliminari, ha pagato gli infortuni e forse la preparazione, ci sono stati tanti infortuni. Blanc? Era un allenatore già in campo, potrebbe essere pronto, ma se dovesse finire il campionato bene può darsi che rimanga Stramaccioni".
Sulla Fiorentina: "Contatti per entrare in dirigenza alla Fiorentina? C'è stato qualcosa ma poi non ci fu più nulla. Ho dei ricordi bellissimi e sono molto legato alla città di Firenze".
Su Mourinho e Mancini: "L'adorazione per Mou negli interisti? C'è e rimane, perchè bisogna considerare che lui è riuscito a riportare l'Inter in cima al mondo. Erano 40 anni che mancavano certi risultati e lui c'è riuscito. Balotelli ha detto che Mancini è migliore dal lato umano? Mancini l'ha fatto esordire, di conseguenza un senso di riconoscenza c'è. L'ha voluto a Manchester a tutti i costi, ha sempre cercato di proteggerlo e l'ha protetto. Mancini e Mourinho sono diversi, sono paragoni che oggi non è possibile fare. Mourinho è molto bravo ad entrarti nella testa, riusciva ad avere il meglio, un bravissimoo motivatore, soprattutto prima delle partite.
Su Facchetti: "Un amico, un fratello maggiore, prodigo di consigli. Anche come dirigente era un punto di riferimento per tutti. Una persona importante per la società e ancora oggi insostituibile".
Sulla possibilità di tornare all'Inter: "Con Branca abbiamo lavorato e anche bene insieme. L'ultimo anno non ci si salutava, ma l'importante è che le altre cose andassero bene. Poi dispiace aver lasciato l'Inter, ma sono cose che succedono. Le scelte della società vanno rispettate anche se a volte non si condividono. L'amarezza è tanta, perchè all'Inter ho fatto 30 anni tra giocatori e dirigente, fa parte di me stesso. Non è detto che un giorno vicino o lontano io non possa anche tornare, ma non nell'immediato".
Su Balotelli al Milan: "Mi ha fatto effetto, ma contento lui contenti tutti. Da quando è arrivato il Milan è cambiato".




