Per Lazio e Fiorentina la pausa arriva al momento giusto
Tommaso Maschio
Solo qualche mese fa Lazio-Fiorentina sarebbe stata considerata una sfida scudetto fra due delle probabili protagoniste della stagione di Serie A. Dopo poco più di un mese invece la gara fra i biancocelesti e i viola valeva già un dentro-fuori dalla lotta per le coppe europee della prossima stagione. Merito senza dubbio di una Roma inarrestabile e del duo formato da Juve e Napoli che ha sbagliato fin qui poco, ma anche demerito delle due squadre che non riescono a essere brillanti come nella passata stagione sia per le fatiche europee che tolgono energie sia per i numerosi infortuni che hanno falcidiato le due rose a disposizione di Petkovic e Montella.
I biancocelesti privi di mezza difesa e sopratutto del centravanti Klose nella gara dell'Olimpico ha dimostrato però segnali di crescita, già intravisti nella ripresa della gara contro il Trabzonspor in Europa League. Dietro la Lazio è stata compatta e accorta concedendo poco o nulla alla Fiorentina e riuscendo a tenere inviolata la porta di Marchetti. In mezzo al campo tanta grinta e pressing con un reparto molto folto e dotato tecnicamente con Hernanes a vestire i panni di un ispirato direttore d'orchestra e il duo Felipe Anderson-Candreva a cercare di ispirare il giovane, e ancora acerbo, Perea. Ne viene fuori una prestazione che soddisfa Petkovic e riporta il sereno in casa laziale prima di una sosta che arriva al momento giusto per permettere al tecnico di recuperare le energie di chi più ha dato in queste prime gare dell'anno e magari qualche giocatore fermo in infermeria. Se qualcosa è mancato alla Lazio è la presenza di un attaccante che possa decidere le gare sfruttando la mole di gioco dei compagni: per questo ci sarebbe Klose che però al momento è ai box. Col ritorno del panzer tedesco le cose potranno sicuramente migliorare anche perché i giovani - Onazi, Perea e Anderson - stanno crescendo bene e presto potrebbero risultare decisivi per le sorti del club.
Anche alla Fiorentina manca tremendamente il suo panzer: Mario Gomez. Il tedesco è infatti l'unico giocatore con certe caratteristiche nella rosa di Montella che senza di lui, e con Rebic out e Rossi recuperato all'ultimo secondo, non ha grandi alternative al gioco palla a terra e al fraseggio insistito in mezzo al campo. Gioco che può funzionare a patto che i centrocampisti viola siano lucidi e tranquilli nel giocare la palla perché appena la pressione sui portatori si alza la squadra va in difficoltà come successo all'Olimpico dove il solo Borja Valero ha provato a cambiare il ritmo alla gara e far male dalle parti di Marchetti. Anche per i viola, che oggi hanno fatto un passo indietro sul piano del gioco rispetto alle ultime uscite, la pausa arriva al momento giusto e servirà per recuperare energie e uomini per poter scalare la classifica e insediare i primi tre posti che valgono una qualificazione alla prossima Champions League che deve essere l'obiettivo della squadra costruita dai Della Valle in estate dopo la cocente delusione vissuta nella scorsa stagione.




