Pescara materasso? Chiedetelo alla Roma. Beffe da Tita a Caprari
Gaetano Mocciaro
Nella sua storia in Serie A due certezze sono maturate in seno al Pescara: la prima è che il rapporto con la massima categoria continua ad essere conflittuale. D'altronde nelle cinque partecipazioni precedenti la squadra è retrocessa quattro volte e l'unica volta in cui si è salvata è stata grazie ai 5 punti di penalità all'Empoli e alla riforma attuata nel campionato 1987/88, che prevedeva appena 2 retrocessioni. La seconda certezza è che i biancazzurri sono la bestia nera della Roma, specie se la partita si gioca all'Olimpico.L'ultima partita di campionato ne è stata conferma. D'altronde basta dare un occhio alle statistiche pescaresi in questo girone di ritorno, dove è stata conquistata la miseria di un punto, tra l'altro contro un Palermo che stava vivendo un periodo particolarmente turbolento. Prima e dopo sempre e solo sconfitte, dando l'impressione di essere in caduta libera. La sfida contro la Roma di Andreazzoli sembrava senza storia, a maggior ragione contro una squadra galvanizzata dal colpaccio in coppa Italia. E invece per i giallorossi si stava materializzando l'incubo, sotto le spoglie di Caprari, giocatore nato a Roma e cresciuto nel vivaio dei giallorossi. Destro e Stekelenburg hanno evitato parzialmente la figuraccia e riportato la mente indietro di una ventina d'anni.
6 settembre 1992, la Serie A riapre i battenti e all'Olimpico si sfidano la Roma di Vujadin Boskov e il neopromosso Pescara di Giovanni Galeone. C'è grande attesa per i giallorossi, che in estate hanno preso due pezzi da '90 come Claudio Caniggia dall'Atalanta e Sinisa Mihajlovic, campione d'Europa con lo Stella Rossa. Quello che va in scena, però, è uno spettacolo pessimo da parte della Roma che riesce a farsi sorprendere da un onesto avversario, ma decisamente inferiore. Un tiro dalla distanza di Nobile che supera un Cervone nella circostanza colpevole regala il successo al Pescara e rende il cammino della Roma sin da subito in salita.
Una vittoria, quella del 1992, che ripete l'exploit del 1989. Stavolta si gioca la prima giornata del girone di ritorno e curiosamente si gioca di sabato, fatto decisamente insolito all'epoca, ma nella circostanza necessario poiché, scherzi del calendario, Roma e Lazio si ritrovarono nella stessa giornata a giocare in casa. Si anticipò pertanto Roma-Pescara, con i giallorossi che nonostante fossero tra i favoriti per il titolo all'inizio della stagione si ritrovano a lottare per un posto Uefa. Nessuno però si può aspettare quello che accade quel pomeriggio, contro un Pescara coinvolto nella lotta per non retrocedere. Tale Milton Queiroz da Paixao, detto Tita, si trasforma da fuoriclasse e segna tre reti a un giovanissimo Angelo Peruzzi. La Roma è umiliata, il gol di Giannini rende la sconfitta meno umiliante ma cià non basta. Quel pomeriggio sarà fatale a Nils Liedholm. Il tecnico dello scudetto del 1983 venne esonerato proprio dopo quel ko. Questo è il Pescara per la Roma e nella Capitale più d'uno ringrazia che di scontri con gli abruzzesi, almeno per quest'anno, non ce ne saranno più.




