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Prato, Esposito: "Il mio obiettivo? Amo questo club, spero di rimanere"

Prato, Esposito: "Il mio obiettivo? Amo questo club, spero di rimanere"TUTTO mercato WEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
venerdì 18 ottobre 2013, 21:422013
di Luca Esposito

Due vittorie, entrambe fuori casa, cinque pareggi e nessuna sconfitta. Gli stessi punti del Benevento in classifica e sette in più del Lecce. È questo il Prato dei primi mesi del campionato, caratterizzato da numeri che col regolamento attuale sarebbero da play-off, ma Vincenzo Esposito, l'allenatore, vuole prima di tutto che la sua squadra cresca, ma se col passare delle settimane il piazzamento in classifica dei pratesi dovesse rafforzarsi, anche con una squadra giovane, è chiaro che si raggiungerebbe un obiettivo duplice, far crescere i giocatori e ottenere risultati, quindi far bene nel campionato "economico" e magari anche in quello sportivo. Soprattutto, il tecnico torinese vorrebbe vedere il Prato sempre attento e concentrato, anche al cospetto di una Nocerina che egli suppone più aggressiva e vogliosa di non mollare. Queste le dichiarazioni rese da Vincenzo Esposito a TuttoNocerina.com durante la settimana antecedente la partita del Lungobisenzio.

"Tutto quello che è stato ha un valore relativo: c'è sempre da affrontare la situazione successiva con grande attenzione e con grande slancio - commenta Esposito - Per noi è più positivo affrontare una partita con un buon bilancio recente. Noi dobbiamo mettere in campo partita per partita le energie positive".

Il segreto di questo Prato è che la squadra è costruita a sua immagine e somiglianza?

"Il rapporto tra l'allenatore e i giocatori è consolidato nel tempo, per cui non c'è tutta quella parte preliminare che comporta una conoscenza, una relazione o un contrasto. Ci siamo già conosciuti, abbiamo gioito o pianto insieme. Questo è un vantaggio per quello che riguarda il gruppo che io guido, pur considerando che io ci devo mettere le idee e i giocatori ci devono mettere le loro".

Prato da play-off?

"No, il Prato non può evidenziare un'ambizione che sulla carta non è possibile. Abbiamo una politica mirata al conseguimento dei contributi, e un'attenzione al bilancio, che è il nostro primo obiettivo. Questo serve per dare continuità a una società che altrimenti non potrebbe fare un calcio diverso".

Mica male questo Lanini...

"Già, ha fatto un'ottima gara domenica scorsa. È un ragazzo che può avere qualità importanti, e se continuerà a crescere con determinazione può avere davanti panorami interessanti".

Che Nocerina si aspetta?

"Una Nocerina che parte da lontano, nel senso che ha vissuto un'estate travagliata, ma passata da progetti ambiziosi è passata a progetti transitori come quello attuale. In campo ci andranno un gruppo di ragazzi estremamente vogliosi e determinati, che cercheranno di invertire in tutti i modi questa tendenza".

Vista questa sua qualità nell'allenare i giovani, non ha mai pensato di poter salire di categoria un domani?

"Qualche chance l'ho già avuta in passato, con l'Albinoleffe, ma io sono contento di poter lavorare in una piazza che amo e nella quale risiedo. La mia attività non si può farla pensando di sentirsi appagati: come è normale che sia io sono ambizioso come pure i miei giocatori, per cui l'ambizione può passare attraverso la realizzazione nel luogo in cui sei, ma anche, perché no, battendo strade diverse".

C'è qualche delusione o qualche sorpresa in questa fase iniziale del campionato?

"Ci sono delle tensioni che si ripercuotono: vedo dei giocatori straordinari nell'organico, ma secondo me per un motivo o per un altro risentono delle tensioni per dover vincere a tutti i costi, ed evidentemente ne traggono benefici squadre come Pontedera, L'Aquila, che hanno l'entusiasmo derivante dalle promozioni ottenute, ma come sempre succede anche i gruppi come Benevento, Salernitana, Lecce e Perugia dovranno mettere in evidenza i valori".