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Preparatevi: in arrivo i colpi segreti di Marotta (una punta...vera), Galliani (un fantasista sudamericano), De Laurentiis (un Cavani più... arrabbiato). Inter: tre cose che pochi sanno

autore
Fabrizio Biasin
martedì 25 giugno 2013, 00:002013
autore Fabrizio Biasin
25.06.2013 00:002013
Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista tv per Sportitalia, Mediaset Premium e Telelombardia.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Ho serissime intenzioni di adescare e infine sposare una gentildonna tahitiana. Ci riuscirò. Mica perché a quelle latitudini le donne sono mediamente bòne come il pane e hanno buonumore da vendere, ma per riuscire a raggiungere l'obiettivo principale della vita mia: giocare nella nazionale di Tahiti. Mi serve il benedetto doppio passaporto e il più è fatto. Chi crede che questa sia una stronzata si rivolga a Cristiano Malgioglio, precursore in materia: è convolato a nozze con tal Rudolph, pescatore del luogo, e l'altro giorno era in campo contro la Spagna. Ha giocato benino anche se Torres gli ha creato qualche problema sulle palle alte. Rudolph invece ci è rimasto male: dopo la partita Cristiano è scappato al Corcovado con Jordi Alba. Si è divertito come un matto e ora intende replicare lo schema per giocare nelle nazionali di San Marino, Andorra, Gibilterra e Malta.
Ma non divaghiamo, perdinci.
Per portarmi avanti sul piano d'azione sono andato a far visita agli amici di Tahiti e a presentarmi col ct. Lì ho trovato minima ispirazione per scrivere il seguente editoriale. Titolo: "Sette cose che a Tahiti pensano del calcio italiano".

1) A Tahiti son rimasti scioccati dalla faccenda Miccoli. E cioè: detto che tutti hanno diritto di difendersi, detto che un conto è ascoltare un'intercettazione e un conto è leggerla, detto che essere amici di una persona dalla cattiva reputazione non significa in automatico essere dei delinquenti, detto che magari Miccoli non conosce per bene la storia di Falcone e Borsellino (sì, vabbè...), detto quel che vi pare... gli amici di Tahiti a quattro giorni dall'esplosione del caso si chiedono due cose: 1) Perché Miccoli non ha ancora trovato dieci secondi per metterci la faccia e spiegare la sua verità. 2) Cosa aspettano le maestranze pallonare a far passare il seguente messaggio "non c'è bisogno di nessuna inchiesta né di alcun regolamento ad hoc: chi definisce "fango" Falcone può tranquillamente ritenersi radiato dall'ordinamento sportivo italiano".

2) A Tahiti più che altro vanno pazzi per il mercato. Da queste parti ci sono centinaia di tifosi della Juve legati al ricordo di Totò Schilllaci che sgrana gli occhi tipo polpo strizzato. Tutti quanti si stanno domandando: "Che cippa sta combinando Marotta?". A loro ho illlustrato il mio punto di vista. Marotta sa che con la Fiorentina si troverà una soluzione per Jovetic: la cifra neanche sfiorerà i 30 milioni previsti, si arriverà a poco più della metà con inserimento di un paio di contropartite. Il fatto è che i tahitiani con la gobba mica si accontentano. Ti dicono: "E il Pipita? E Tevez?". Ho provato a spiegare che molto probabilmente il volpone Marotta incontra questo e quell'agente, manda messaggi e rende tutto pubblico perché ha in testa un altro obiettivo assai celato. Chi? Occhio a Zlatan, ché lui senza Carletto a Parigi col cavolo che ci rimane... Poi un antennista tahitiano mi fa: "Ma il contratto di Marotta con la Juve non scade il 30 giugno? Cosa succede? Perché non dicono niente?". Non ho saputo dare una risposta convincente.

3) A Tahiti ci sono anche diversi interisti. Secondo il detto "ogni luogo è Paese" anche qui ce l'hanno a morte con Branca. La gente per le strade urla "Marco Branca incapace! Povera Inter! Viva Malgioglio anche se sulle palle alte non la vede mai!". Sulla faccenda Malgioglio mi son ritrovato d'accordo, meno su quella relativa a Branca. Sarà che di recente mi son ritrovato a fare una lunga chiacchierata con lui in zona San Babila ma posso assicurare che ogni operazione nerazzurra è ben ponderata secondo la logica del "risparmio" abbinato al "rinnovamento sostenibile" della rosa. Giuro che quella appena letta non è una supercazzola: provo a spiegarmi. Chi crede davvero che l'affare Belfodil contempli una spesa di dieci milioni per la metà del giocatore con Cassano e Silvestre gentilmente omaggiati e magari compartecipazione di Moratti nel pagamento degli ingaggi ha una visione assai distorta delle cose. L'Inter in questo e - presumibilmente - pure nei prossimi mercati può limitarsi a fare affari a costo zero: si prendono giocatori solo e soltanto con i soldi incassati dalla cessione di tesserati o riuscendo ad abbassare il monte ingaggi globale. Per questo motivo è ragionevole pensare che Guarin sia il sacrificato di Mazzarri per riuscire a completare una rosa "come la vuole lui". Il problema sono le offerte: per il colombiano non si accettano cifre inferiori ai 18 milioni, per Handanovic (al momento richiesto da... nessuno) si deve salire a trenta. Ergo: i due molto probabilmente resteranno in nerazzurro e i giocatori in entrata verranno pagati con il denaro incassato dalla cessione di qualcuno tra i giovani dell'orbita Inter secondo la legge del "non è detto che un Under che ha fatto bene all'Europeo di categoria sia automaticamente un giocatore adatto alla prima squadra". I tahitiani dopo questo peana mi hanno guardato con espressione interrogativa prima di intonare il seguente coretto: "Branca fuori dai maroni, Malgioglio portaci in coppa campioni!". Me ne sono andato a capo chino.

4) Da queste parti sono molto interessati anche al Mondiale Under 20. Dopo la faccenda Branca sono diventati decisamente più aggressivi. Mi fanno: "Italiani scarsi, non vi siete qualificati neanche stavolta, mezzeseghe". Ho abbozzato ma a un bel punto ho fatto notare che mentre una volta non eravamo presenti in nessun senso, quest'anno gli "italiani" in ballo sono tanti e di ottimo livello, segno che il modo di fare mercato in Italia è totalmente cambiato. Per capirci: Pogba e Boyakye (Juve), Vergara (Milan), Perea (Lazio), Nico Lopez (Roma), Quintero (Pescara), Sluga (Verona), Aladje (Sassuolo), Duncan e Laxalt (Inter), Livaja (Inter-Atalanta). Quando hanno visto che ho citato tre giocatori dell'Inter si sono imbestialiti: "Smettila di difendere Branca o il passaporto te lo scordi". Ho dovuto tacere.

5)'Sti impiccioni mi hanno detto la loro in maniera schietta anche sul caso Cassano. "Una volta Antonio è passato da queste parti e per non pagare le merendine del frigobar al Grand Hotel Tahiti ci ha recitato la solita filastrocca: "Sopra il cielo c'è solo il Milan, sopra il Milan c'è solo l'Inter, sopra l'Inter c'è solo il Grand Hotel Tahiti" Gli abbiamo fatto pagare tutti i KitKat, i Lion, le crostatine del Mulino Bianco e i Loaker Gardena di cui va ghiotto". E poi: "Comunque ci ha rivelato che ha pronto il prossimo slogan: sopra il Grand Hotel Tahiti c'è una coscia di crudo di Parma".

6)A Tahiti son tutti inviperiti con Prandelli per il fatto che tiene in naftalina El Shaarawy come si fa con certi calzini vecchi. Sull'isola il Faraone è idolatrato molto più di Balotelli. Ma qui tutti si chiedono: "A che gioco sta giocando Galliani?". Ho detto la mia. Il Milan ha necessità di vendere Robinho e pretende una certa cifra. Se ci riesce bene, altrimenti lo svenderà. Il tutto entro il 15 luglio, giorno di chiusura del mercato brasiliano. Liberandosi dell'ingaggio del sambarolo potrà mettere in atto il piano-Tevez. Dice: "Embè, che c'entra El Shaarawy?". Il fatto è che il Milan per scelta presidenziale quest'anno dovrà giocare con il trequartista: Boateng è praticamente un separato in casa, Saponara nonostante le indubbie qualità non può partire come titolare sia in campionato che in Champions. Serve un fantasista, al Psg interessa il Faraone, il Psg tra gli altri ha Pastore, l'affare è complicatissimo ma Galliani è maestro nel far incastrare certe tessere di puzzle. Vedremo.

7)Infine la telenovela Cavani. A Tahiti tutti sono dalla parte di De Laurentiis che piace molto a grandi e piccini anche se "stiamo ancora aspettando che venga a girare "Natale a Tahiti" con Boldi e De Sica". Vagli a spiegare che i due attoroni si sono mandati a quel Paese tanti anni fa. Sul Matador la situazione è semplice: al di là delle chiacchiere per l'attaccante più forte che c'è non ci sono ancora vere offerte. Lui, il bomber, ha scelto la "rottura strategica" per costringere De Laurentiis ad abbassare le pretese. Siamo solo all'inizio ma ci sono già svariate certezze: 1) L'amore tra le parti è andato a farsi benedire. 2) Qualunque tipo di trattativa rischia di andare per le lunghe e di bloccare il mercato dei partenopei. 3) Bigon tenterà in gran segreto il colpo Suarez ben sapendo che comunque vadano le cose prima di annunciare al mondo "Cavani è venduto" deve avere per le mani il contratto del nuovo bomber. 4) De Sica non accetterà mai di girare "Natale a Tahiti".

(Twitter: @FBiasin)