Psg, perché Lucas sì e Lavezzi no? Simeone sogna Pastore. Quelli in scadenza: da Ariaudo a D'Ambrosio. Kovacic-Halilovic: le ultime. Spinelli chieda scusa a Nicola
Alfredo Pedullà
Nel mercato non si vive di certezze, perché poi si rischia di morire disperati. Certezze mai, come quelle di chi garantiva che Stramaccioni sarebbe rimasto all'Inter e che Mazzarri sarebbe andato alla Roma. Meglio mettersi in discussione, sempre. E allora sinceramente non ho capito le certezze di chi dice: Il Psg mai darà Lavezzi in prestito, forse Lucas sì. E magari sarà il City ad aprire al prestito oneroso di Jovetic. Quindi, Lucas o Jovetic in prestito eventualmente si, Lavezzi no. Perché? Lavezzi è arrivato un po' prima a Parigi rispetto agli altri due e magari si potrebbe dargli priorità, alla ricerca di una soluzione. Soprattutto se vive un momento di scarsa felicità, anche se mai lo ammetterà pubblicamente. Questa storia mi ricorda quella di Belfodil e Cassano della scorsa estate: indifferenza due ore dopo la notizia, il giorno dopo le smentite di chi aveva interesse a spingere Fantantonio verso il Genoa (?). E poi sappiamo com'è andata a finire. Certi giochini bisogna conoscerli bene, senza abboccare. Certo, da parte del Psg è legittimo non dare il Pocho in prestito: almeno per ora è così, tra un mese può cambiare tutto. E se non cambiasse tutto, sarebbe anche giusto che Thohir, fresco di nomina, accontentasse Mazzarri spendendo quello che bisogna spendere. Dov'è scritto che il nuovo proprietario di club debba ottenere un prestito, piuttosto che aprire la cassaforte come si aspetterebbero i suoi colleghi per le prime operazioni di mercato?
Di sicuro il Psg si troverà a vivere giorni delicati. Lavezzi (a segno ieri) considera il suo ciclo chiuso, malgrado le belle parole di circostanza, e freme dalla voglia di raggiungere Mazzarri. Lucas si sente spaesato, gioca poco e tatticamente si trova come uno squalo dentro un acquario. Pastore ha il morale al minimo, fischiato dalla gente, vorrebbe scappare anche lui: Sabatini lo prenderebbe solo in prestito, Simeone lo adora e farebbe un sacrificio importante pur di portarselo all'Atletico Madrid. Situazione intrigante, ma non semplice. Tutto questo mentre Menez va in scadenza e forse rappresenta l'ultimo dei problemi dello sceicco. Certamente il Psg non può permettersi di perderne due su quattro a gennaio, ma nello stesso tempo non esiste avere uno spogliatoio di scontenti.
I parametri zero vanno seguiti con una certa attenzione, soprattutto in questo periodo. E' vietato fare trattative come se il contratto fosse già scaduto, ma di sicuro arrivano messaggi simpatici che i diretti interessati valutano stando attenti a qualsiasi particolare. Facciamo un mini riepilogo, si impone. Per D'Ambrosio è in vantaggio la Roma, ormai è notizia di dominio pubblico, malgrado voci incontrollate e incontrollabili che lo vorrebbero addirittura alla Juve a parametro zero. Oppure all'Inter che ci ha pensato, ma oggi ha un ritardo importante. Al punto che la Roma ha un appuntamento con il Toro per cercare un accordo già nei prossimi giorni, magari inserendo una contropartita tecnica (Nico Lopez?) dopo che l'estate scorsa era stato valutato Torosidis. Capitolo Ariaudo: complicato il rinnovo con il Cagliari, ha perso quota l'Udinese, sta avanzando il Torino (la città di Lorenzo) con il Genoa a ruota. Djordjevic: la Lazio per luglio ha messo la freccia da tempo, vuole resistere. Xabi Alonso: il Real è un club potente, non si priva dei pilastri e lo spagnolo per Ancelotti lo è. Pirlo: ne riparliamo tra un paio di mesi, a meno di sorprese, situazione aperta. E una considerazione: i soldi conteranno poco o non saranno decisivi per le strategie di Andrea, ma se dai circa cinque a Vidal e circa quattro a Pogba non è certo scontato che il Maestro di Brescia si accontenterà di bruscolini. Quindi bisogna anche capire la tempistica e la proposta: la Juve farà un'eccezione rispetto alla tendenza di non proporre cifre faraoniche a chi viaggia verso i 35 anni? Questo è il punto, premettendo che Andrea ha il mazzo di carte in mano e potrà fare tutte le scelte del mondo.
Ma ci saranno molte altre cose da scoprire nelle prossime settimane. Thiago Motta viaggia verso il rinnovo del contratto (attuale scadenza 2015), evidentemente un mese fa non aveva ancora messo nero su bianco con il Psg. Astori viene accostato alla Lokomotiv Mosca, ma in Russia c'è già stato, gli avevano proposto la luna e ha detto no. Kovacic ha bisogno di giocare, nell'Inter ha poco spazio: la Samp aspetta un fischio, sarebbe ben lieta. Il suo "cuginetto" Halilovic va in scadenza con la Dinamo Zagabria, ma nessuno intenderebbe fare lo sgarbo ai croati: ci aveva pensato seriamente il Bayern, ora spunta il Borussia Dortmund, vedremo. Siamo ai primi assaggi, presto sarà l'ora del banchetto.
Una riflessione su Livorno-Milan. Domenica scorsa, dopo Chievo-Livorno il presidente Spinelli aveva ordinato ai suoi collaboratori di contattare altri allenatori. Sicuro addossare a Nicola tutta la colpa della debacle al Bentegodi. Lo hanno fatto ragionare, com'era prevedibile ha cambiato idea. Non contento ha voluto pubblicare un comunicato e dichiarate che nessuno era stato contattato. Come se Ballardini, Di Carlo e Reja fossero stati chiamati da gente estranea al club. Il rispetto sarebbe una cosa seria, anche tra i giornalisti che predicano bene e razzolano male (double face). Ora Spinelli dovrebbe fare una cosa: chiedere scusa a Nicola, che sta lavorando in modo fantastico con un organico che dal mercato ha avuto poco e che sfrutta le intuizioni dell'allenatore e l'applicazione del gruppo protagonista in B. Tutto il resto, caro presidente, conta zero. E pensi al mercato di gennaio: riesce ad aiutare almeno adesso Nicola, dopo il braccino corto della scorsa estate, lo facciamo questo sforzo? Via, presidente, si attivi perché Livorno mantenga la categoria.
Ps Vorrei ringraziare le tantissime persone che mi hanno scritto per "Te lo do io lo scoop", il libro realizzato con Xavier Jacobelli. Mi hanno fatto piacere tutti i messaggi, in modo particolare quelli dei ragazzi dai 15 ai 20 anni che prendono lo spunto per fare mille domande. Viviamo una crisi infinita, speriamo in uno spiraglio, pensiamo ai giovani di oggi e di domani. Ma quando vincono curiosità e passione bisogna sempre sorridere e spendere ottimismo. Magari i tempi cupi finiranno, l'importante è farsi trovare pronti. Soprattutto all'interno del mio mondo che regala il fascino di sempre, malgrado situazioni agli antipodi rispetto a quindici anni fa. Coraggio.




