Quattro moschettieri in Europa League: toccherebbe pure vincerla
Andrea Losapio
Napoli e Juventus, aggiunte a Fiorentina e Lazio. Fossero gli anni novanta la Coppa UEFA sarebbe già targata Italia. Ora, a sei mesi - o poco più - dalla finale nello Juventus Stadium di Torino, c'è comunque un vago sentore che tutte possano arrivare in fondo. La Lazio è quella meno attrezzata (e i problemi con un Petkovic traghettatore di se stesso rischiano di implodere da un momento all'altro), mentre la Fiorentina recupererà Mario Gomez, non proprio un centravanti qualsiasi. Così, nonostante tutto, viola e biancocelesti potrebbero pure ben comportarsi nel proseguire della competizione, ma le irruzioni di Juve e Napoli cambiano completamente gli scenari.
Sia i partenopei che i bianconeri rischiano di ammazzare la competizione, volendo, per motivi diversi.
La squadra di Antonio Conte, la più forte in Italia per distacco, vorrebbe conquistare la finale per giocare in uno stadio addobbato a festa. E poi sarebbe l'unica possibilità per salvare una stagione che, con gli arrivi di Llorente e Tevez, doveva essere quella della rinascita anche in Europa. Chiaro che sarebbe una soddisfazione minore rispetto alla Champions, ma significherebbe ricominciare a mettere quell'impronta che manca dalla finale di Roma - anche quella in Italia - di diciotto anni fa. Il Napoli una UEFA l'ha vinta ai tempi di Renica e Maradona (non necessariamente in quest'ordine) e bissare quell'impresa potrebbe rappresentare qualcosa di più di un lenitivo sulle ferite dei 12 punti con Arsenal, Borussia Dortmund e Olympique Marsiglia. Insomma, c'è da essere ottimisti. Anche perché, peggio di così, non si può proprio fare.




