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Reja: "Lazio, basta poco per diventare grande"

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Chiara Biondini
lunedì 8 aprile 2013, 13:302013
autore Chiara Biondini
08.04.2013 13:302013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Marco Iorio/Image Sport

"Lazio, basta poco per diventare grande. Il derby? Klose e Totti decisivi", sono le parole di Edy Reja, ex allenatore biancoceleste, ai microfoni di Radio Manà Sport.

"Il derby vale più dei tre punti in classifica, l'ho vissuto personalmente prima perdendolo e poi vincendolo due volte consecutivamente. Petkovic nella gara d'andata è partito con il piede giusto, può continuare la striscia positiva affidandosi all'uomo derby che per fortuna è tornato a disposizione, Miro Klose. Dall'altra parte è Totti che può determinare la stracittadina, la sente e la vive in modo particolare".

Uno sguardo alla stagione biancoceleste con un paragone al recente passato: "Alla Lazio basta poco per restare ad alti livelli e diventare veramente grande. Due, massimo tre top player, senza vendere nessuno, soprattutto Hernanes, fulcro del progetto del quale non ho dubbi Lotito non si priverà mai. Il traguardo del terzo posto? E' l'obiettivo principale, che ho sfiorato per due stagioni per colpa di sfortuna ed imprevisti. Nello scorso campionato mi sono venuti a mancare gli uomini decisivi nei momenti cruciali, in più a gennaio son andati via cinque giocatori ed è arrivato all'ultimo minuto solo Candreva, che ho chiesto espressamente a Lotito. Avrei desiderato almeno un acquisto importante, con quello la Lazio quest'anno avrebbe disputato la Champions League".

La disamina del tecnico si sofferma sui singoli: "Zarate? La situazione in cui si trova è dipesa e dipende solo da lui. Ha avuto mille opportunità, rispondendo con sufficienza e presunzione. Il pubblico laziale mi fischiava ad ogni sua sostituzione, ora forse hanno compreso quale e soprattutto dove è il problema. Ad inizio anno avevo puntato su quattro attaccanti, Klose, Cisse, Floccari e Rocchi. Era normale che Zarate venisse sacrificato perchè gli altri mi davano più garanzie. Rocchi non voleva lasciare la Lazio, Kozak l'avrei fatto andare a giocare con continuità. Floccari non l'avrei mai dato al Parma, Cissè con grande correttezza venne da me e dalla squadra a dirci che la serie A non faceva per lui, chiedendoci di lasciarlo partire. Peccato, il più grande rammarico è non averli avuti tutti a disposizione dall'inizio alla fine".

In conclusione, un pensiero rivolto al futuro: "Un ritorno alla lazio? Io ho già dato, non sono più un ragazzino. Se chiama la Roma? Non potrei non prenderla in considerazione...".