Ritorno alle origini: sette sorelle per tre posti Champions
Andrea Losapio
Il calcio italiano sembra aver vissuto un lungo periodo di sonnolenza, di poche idee, di congiuntura economica decisamente difficile. Quest'ultima, in particolare, continua, ma i club del Belpaese stanno provando nuove strade per uscire dall'anonimato di annate dove nessuno era protagonista in Europa. Lasciando perdere la Champions League - oramai è passato un decennio dall'apogeo delle tre squadre su quattro in semifinale, tra Juventus, Inter e Milan - è l'Europa League che ha sempre destato più di una preoccupazione, soprattutto pensando che le ultime due formazioni che hanno raggiunto buoni risultati sono Fiorentina e Parma, in semifinale rispettivamente nel 2008 e nel 2005, andando vicino a sfiorare la finale.
Quel che però sta lentamente cambiando è la coscienza delle società italiane di non essere in grado di competere a livello puramente economico con le avversarie, ma dal punto di vista tecnico - a parte veri fenomeni come Leo Messi, Cristiano Ronaldo o Andrés Iniesta - si può comunque costruire un'ottima squadra. Basti pensare al Borussia Dortmund, sempre in attivo ma in grado di raggiungere la finale di Champions nonostante un fatturato inferiore a quello delle tre grandi (Inter, Milan e Juventus) e sui livelli del Napoli. Sicuramente ci sono meno soldi, ma la tendenza che appare evidente è che tutte le società si stanno rinforzando in questo calciomercato.
La Juventus ha iniziato con Llorente, grande acquisto ma sottovalutato perché concluso a gennaio, e chiuso - per ora - con Ogbonna, passando da un certo Carlos Tevez. Colpi da grande squadra, come quelli che il Napoli si appresta a fare. Dopo Mertens, Albiol e Callejon, arrivano pure Reina e Leandro Damiao, con la finestra Ibra che costerebbe come non cedere Cavani, soprattutto in prospettiva. De Laurentiis darà il colpo di coda finale? Chi lo ha fatto è stato il Manchester City, offrendo 30 milioni per Jovetic e dando alla Fiorentina ampio spazio di manovra dopo l'acquisto di Mario Gomez.
Il rinnovo di Ljajic - dopo avere ceduto Seferovic - è una tregua armata anche con il procuratore del calciatore, Fali Ramadani, e un tridente con Ljajic, Rossi e Gomez in pochi lo possono vantare. In attesa di Josip Ilicic. Infine pure la Roma, grande delusa dello scorso anno, che ha ceduto Marquinhos per 35 milioni e ha riportato in Italia Maicon, preso Benatia e chiuso per Strootman, uno dei migliori giovani centrocampisti d'Europa. Manca qualche tassello ma è squadra decisamente da tenere d'occhio.
L'Inter sta abbassando il monte stipendi in attesa di Thohir, puntando a una campagna trasferimenti di giovani virgulti in odore di esplosione come Belfodil o Icardi. La Lazio ha preso Felipe Anderson, arriverà Biglia, serve un grosso attaccante e forse pure un difensore per essere competitivi. Faraonica, invece, la campagna acquisti del Milan: più che altro da sfinge, perché non si muove nulla e sarebbe tutto dipeso da El Shaarawy. L'organico è comunque ritoccato - arrivati Saponara e Poli - e può comunque dire la sua. Sette sorelle per tre posti Champions, o forse qualcosa di più?




