Rocchi-Calaiò, la nuova moda dei vice che si scontra con la realtà
Antonio Gaito
Cosa hanno in comune Tommaso Rocchi ed Emanuele Calaiò? Apparentemente nulla, considerando che il primo è da poco ufficialmente un nuovo giocatore dell'Inter mentre il secondo è ancora a tutti gli effetti del Siena. Il Napoli spinge per riabbracciare l'attaccante del Siena e, solo quando l'operazione sarà definita, entrambi i giocatori potranno vantare - si fa per dire - l'etichetta di vice, la nuova moda del calcio italiano per indicare una alternativa ad un determinato giocatore inamovibile nell'undici titolare. Senza dubbio una necessità mediatica, in quanto in entrambi i casi la situazione dei giocatori è ben diversa.
L'ex capitano della Lazio era ormai ai margini della rosa di Vladimir Petkovic e non ha avuto problemi ad accettare la corte di Andrea Stramaccioni. In questo caso si è parlato per settimane di vice-Milito, non un grosso stimolo considerando che l'argentino è tra i bomber più forti d'Europa - a livello realizzativo è stato il padrone assoluto nell'anno solare che si è appena concluso - e che Stramaccioni nella seconda parte della stagione schiererà da titolare probabilmente anche in Coppa Italia ed Europa League. La realtà, però, come detto, è diversa. Rocchi si inserisce nella rosa colmando le carenze mostrate praticamente da Livaja, giocatore chiaramente di grandissime prospettive ma che nell'immediato non può di certo avere l'esperienza di quello che è il simbolo della Lazio degli ultimi anni. Spesso l'attaccante croato classe '93 s'è ritrovato nella mischia, come in occasione dell'ultima gara pareggiata col Genoa, non riuscendo ad essere decisivo. Cosa che probabilmente potrà fare Rocchi, giocando ovviamente al fianco di Milito e non in alternativa.
Stessa situazione si può dire per Emanuele Calaiò. Nell'idea iniziale di Walter Mazzarri il vice-Cavani era rappresentato da Edu Vargas, ma questo non ha impedito al cileno di giocare tante volte - in Europa League ad esempio - insieme al bomber uruguayano. Anche perchè Edinson Cavani non è restato in panchina neanche per la sfida interna al Psv, match d'Europa League che non aveva più alcun valore. Anche in questo caso l'etichetta di vice è sbagliata, oltre che riduttiva: non è da escludere infatti che, seppur con l'acquisto di Calaiò, in assenza di Cavani il tecnico partenopeo non possa pensare, come fatto in altre occasioni, di schierare insieme Pandev ed Insigne. L'attaccante del Siena potrà essere utile a gara in corso per favorire la manovra d'attacco, visto che ha caratteristiche fisiche diverse dagli altri attaccanti, per poter aiutare la squadra nella gestione del risultato, un aspetto in cui il Napoli ha mostrato gravi carenze in molte gare lasciando per strada punti preziosi.




