Samp, D.Rossi: "Icardi va lasciato crescere. Cavani, che maturazione"
Matteo Calcagni
Delio Rossi, allenatore della Sampdoria, è stato ospite di Undici, trasmissione di approfondimento calcistico condotta da Pierluigi Pardo su Italia 2. Il tecnico romagnolo ha parlato del suo passato e dell'attualità in blucerchiato.
Sul suo arrivo alla Sampdoria: "Mi sono messo a disposizione dei giocatori e viceversa, abbiamo lavorato sul'autostima e su certi movimenti, siamo solo all'inizio, ho cercato di mettere l'uomo giusto all posto giusto senza fare stravolgimenti".
Su Icardi: "Lui può avere la nazionalità italiana, spagnola ma ci tiene a giocare con l'Argentina. Voleva fare questo torneo ed aveva avuto il permesso dalla società. Arrivando un allenatore nuovo, con la moria di attaccanti che c'era, l'ho fatto restare. Dico la verità, non l'avrei mandato neanche se li avessi avuti tutti. Secondo me è un attaccante che ha ottima qualità, ma è un ragazzo, i ragazzi vivono di alti e bassi. non vorrei che si pensasse che in ogni partita tirasse fuori il coniglio dal cilindro, va lasciato crescere".
Sulle sue quattro vittorie in carriera a Torino: "Per importanza e per difficoltà, quella di ieri è stata la più importante".
Sulla Lazio: "E' una squadra pronta, l'hanno rinforzata ulteriormente. Per Petkovic non era facile visto che veniva da un altro campionato, ha dimostrato molta intelligenza, è venuto con delle idee e piano piano le ha messe in atto".
Sul Foggia: "Mi ha dato la possobilità di giocare tra i professionisti, sono stato tanti anni, lì ho conosciuto mia moglie, sono nati i miei figli, poi lì attorno ho cominciato a fare il tecnico e ho allenato le giovanili".
Su Zeman: "E' stato il mio allenatore, io ero il capitano, devo dire che ho cercato di rubare molto da Zeman, poi ognuno ci mette tanto del suo, anche se due si assomigliano, non si può essere uguali".
Sul bagno dopo il derby vinto: "Si è romanzato molto, ho espletato una promessa, poi ognuno ha voluto vederla come ha voluto. Penso che ognuno debba fare quello che ritenga giusto, senza ledere la libertà e il diritto degli altri".
Sui derby con la Roma e la possibilità di allenarla: "E' una di quelle poche squadre a cui non sono mai stato vicino. Totti? E' tuttora uno dei migliori giocatori italiani, nei derby quello che mi faceva più paura era Vucinic, perchè ogni volta che ci gioco contro mi fa gol. Ieri no? C'è sempre una prima volta".
Sulla Coppa Italia vinta con la Lazio: "Il mio primo trofeo e anche il primo dell'era Lotito, rimarrà scritto negli annali e mi fa molto piacere. Quando arrivi ai rigori è una lotteria, la grandezza di un allenatore non può essere valutata se la palla va un centimetro a destra o un centimetro a sinistra".
Sulla Coppa Italia persa con il Palermo: "E' il contraltare dell'altra, ho vissuto entrambe le finali sapendo già di partire. Vedere tutti quei tifosi rosanero arrivare a Roma è stata una delle cose più belle che ho mai vissuto".
Su Zamparini: "E' il presidente che mi ha dato la possibilità di allenare una piazza importante, è molto appassionato, gli devo dire grazie perchè mi ha dato l'opportunità di conoscere una terra che non conoscevo".
Sulla retrocessione della Samp sconfitta dal suo Palermo: "Quel giorno uscendo dal campo mi sono immedesimato con quelli che avevano perso, tutti applaudivano la loro squadra che era retrocessa, magari in altri campi sarebbe stato diverso. Mi sono detto che un giorno mi sarebbe piaciuto allenare la Sampdoria. Palombo? Quel giorno piangendo davanti ai suoi tifosi ha dimostrato grande umiltà. Uno che dedica la vita ad una squadra e ha questa umiltà, ha dei valori".
Sul derby di Genova: "Ho avuto la fortuna di giocarlo, allenando l'altra sponda. Quello di genova è diverso dagli alri, mi ricordavo lo stadio esattamente vestito di blucerchiato e rossoblù a metà".
Sull'esperienza alla Fiorentina: "Dirò sempre grazie alla società della Fiorentina e alla gente di Firenze perchè mi hanno accolto benissimo e mi sono lasciato benissimo con una società ed una città bellissima".
Sulla cessione di Cavani: "Quell'anno purtroppo c'era la volontà di Cavani di non rimanere. Al presidente ho detto che piuttosto che ad una diretta concorrente era meglio cederlo a qualche grande squadra o all'estero. Poi il presidente ha scelto di cederlo al Napoli che in quel momento era una diretta concorrente del Palermo. A che livelli è? Ho avuto la fortuna di allenarlo, forse dal punto di vista tecnico è il giocatore più esuberante che abbia mai avuto. E' un atleta straordinario, aveva voglia di arrivare e di affermarsi tra i migliori al mondo. Spesso sbagliava davanti alla porta perchè era molto frenetico, devo dire che ha fatto una maturazione incredibile, ma penso che sia ancora un gradino sotto Messi e Ronaldo".
Su Pandev: "E'un giocatore talentuoso, ogni tanto il suo talento non è in giornata, ma sa giocare tra le linee, ieri ha giocato alle spalle di De Rossi e lì diventa un giocatore devastante. Ha fatto due assist che da soli valgono il prezzo del biglietto".
Sulla Roma: "Ctedo che in assoluto abbia la squadra più forte in prospettiva per i prossimi anni. Poi si riprende il discorso sui givoani, con cui si vive di alti e bassi".
Sul mercato: "Dovete chiedere al ds, qualcuno servirà, o in attacco, o in centrocampo o in difesa".




