Samp, Mihajlovic: "Volevo questo lavoro. Stankovic lavorerà per la Serbia"
Alessandra Stefanelli
Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto il tecnico della Sampdoria Sinisa Mihajlovic, che ha commentato il pareggio amaro ottenuto contro la Lazio in inferiorità numerica: "Quando prendi gol negli ultimi secondi non fa mai piacere, la ruota però gira. Mi dispiace per i ragazzi però hanno dimostrato a loro e agli altri come si gioca quando vesti la maglia della Sampdoria. Sarei stato soddisfatto anche se avessero perso perché in tre giorni hanno mostrato grande carattere. Abbiamo preso gol su una nostra disattenzione e le grandi squadre ti puniscono. Dalla prossima avremo più tempo per preparare le gare e raggiungere il nostro obiettivo. I giocatori devono fare quello che sanno fare, non c'è bisogno di inventarsi nulla. Ovvio che pareggiare così rode a tutti, ma non bisogna buttarsi giù. Da martedì si dimentica tutto e si comincia a preparare la prossima gara".
Sulla frase di Kennedy: "Lui è stato un grande personaggio storico, se ne è parlato tanto in tv e siccome mi piace ho voluto citarlo, mi era sembrato molto attuale per la situazione della Sampdoria. La Serbia? In un momento particolare della mia vita professionale sono stato quattro anni bellissimi alla Samp, è una squadra a cui sono legato e quando mi hanno chiamato ho deciso di tornare. Mi mancava il lavoro di tutti i giorni, la tensione. La Nazionale è un bel lavoro, ma è diverso. Stankovic mio erede? E' venuto perché voleva starmi vicino come tutta la mia famiglia. Sicuramente farà qualcosa in Nazionale ma non credo il ct, non mi sembra abbia il carattere per questo mestiere. Non è un difetto ma un pregio, può fare altre cose e al momento opportuno saprete. Dovete chiedere a lui. Io non ho rimpianti. I tecnici si dividono in quelli esonerati e in quelli che saranno esonerati, a me mancava la tensione del lavoro settimanale".




