Sansone, la difesa del Napoli e il Milan: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Juventus, forse Roma, poi vuoto pneumatico. Lo scudetto è una corsa a due - anche se sembra che i bianconeri possano solo perderlo - perché il Napoli si fa rimontare due gol (e due volte) in casa contro l'Udinese, mentre Inter e Fiorentina zoppicano dietro. Come Milan e Lazio, in un campionato dove le sette sorelle appaiono decisamente appannate. Classifica corta, sorride l'Hellas Verona dopo tre partite, mentre il Catania piange lacrime amare.
I top
La forza di Sansone - Non si è tagliato i capelli, anche perché non li ha lunghi come Amauri. E diversamente dall'italobrasiliano, ancora a secco in questo campionato, ne fa tre all'Inter, gentilmente aiutato dalla difesa avversaria. La domanda però sorge spontanea: perché Donadoni non lo fa giocare di più?
Sinisa Mihajlovic - Cinque punti con Lazio, Inter e Catania, vincendo lo scontro diretto in maniera abbastanza netta. La sua Sampdoria è rigenerata e, finalmente, fuori dalle secche della bassissima classifica. Forse la posizione precedente non era tutta colpa di Delio Rossi, ma quella guadagnata ora va ascritta al tecnico serbo. Ora come ora la Samp sarebbe salva, seppur pericolante.
La Roma - Torna alla vittoria dopo quattro (!) pareggi consecutivi, e lo fa contro una Fiorentina che è cliente molto difficile per tutti. Il ritorno di Mattia Destro è la bella notizia - almeno per i giallorossi - di giornata, e il più nove sul quarto posto vale quasi di più del meno tre dal primo.
I flop
La difesa del Napoli - Dopo la doppietta di Pandev sembrerebbe filare tutto liscio, invece il solito errore di Fernandez riporta a galla l'Udinese. Che nel secondo tempo ha anche qualcosa da recriminare. Benitez aveva spiegato che solo con giocatori da 30 milioni di euro si può migliorare questa retroguardia. Si può dissentire (come già fatto in precedenza, del resto)?
Il Milan - Solito pareggino, brodino caldo da Livorno. Qualche anno fa Storari aveva detto che i rossoneri erano stati bravi a mitigare le scorribande dei labronici. Questo pareggio va senz'altro in questa direzione, perché la zona retrocessione è lì a un passo.
Hernanes - Nella Lazio che non riesce proprio più a vincere - ma nemmeno a pareggiare - il Profeta è tutt'altro che la luce in fondo al tunnel. Lento, svogliato a tratti, si accende solo se c'è da calciare in porta. Farebbe anche gol, a primo tempo concluso. Non gliene va bene una in questo periodo, ma forse era da cedere prima?




