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Sorrento-Papagni: cronaca di un matrimonio scritto nel destino

Sorrento-Papagni: cronaca di un matrimonio scritto nel destinoTUTTO mercato WEB
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
venerdì 25 gennaio 2013, 06:302013
di Stefano Sica

Comincia oggi l'avventura di Aldo Papagni a Sorrento. Un matrimonio ritardato di quasi sei anni ma che, tutto sommato, il tecnico barese non ha mai smesso di sognare. Era infatti novembre del 2007 quando i rossoneri si rivolsero a lui per il dopo Provenza. Gestione Franco Giglio-Antonino Castellano, primo anno di C1 dopo la vittoria del campionato di C2 e la conquista della relativa Supercoppa di Lega. All'epoca il club di Via Califano ebbe addirittura un approccio con Antonio Conte, spirato quasi sul nascere. La squadra veniva dal pareggio di Castellammare di Stabia, risultato che aveva mandato su tutte le furie patron Giglio che optò per l'esonero dell'allenatore salernitano. Quindi i colloqui con Papagni, e la fumata che da bianca si dipinse inopinatamente di nero. Questione di piccoli dettagli, quelli che fanno la differenza. Il Sorrento avrebbe poi scelto Massimo Morgia, tagliando comunque il traguardo della salvezza a fine stagione. Papagni partirà questa mattina per la città costiera e sarà presentato alle 12. Veloce l'accordo sancito ieri pomeriggio, basatosi su un ingaggio fino a giugno con eventuale premio salvezza ed opzione sul prossimo anno. Non è dato sapere se l'ex tecnico dell'Aquila potrà essere accompagnato da un collaboratore, in attesa che si definisca meglio la posizione di Danilo De Rosa, nello staff dell'oramai ex trainer Bucaro. Papagni è anche il nome che ha messo d'accordo tutte le componenti societarie, un bonus certamente considerevole. Fatte salve le alternative, d'obbligo quando si tratta di scegliere un nuovo timoniere, individuate in D'Adderio, Ferraro, Notaristefano, Dino Pagliari e Brini. Papagni è tutt'altro che un contropiedista, uno speculatore.

Lui stesso ce lo ricordava nel corso di un'intervista rilasciata tempo fa a TMW. "Per essere chiaro: a me piace che le mie squadre impostino il gioco dalle retrovie - diceva -. Che sviluppino certe trame palla a terra, che facciano movimento in maniera corale e provino ad imporre la loro supremazia. E' una questione di mentalità". Certo, a Sorrento occorrerà indossare i guantoni più che imbracciare il fioretto per affrancarsi dagli affanni e dagli stenti di questi mesi. Oltre che da quel proletariato calcistico a cui i rossoneri sono stati relegati dopo due anni di nobile appartenenza ai piani alti. E sarà una scommessa difficile da vincere. Ma, proprio per questa ragione, ancora più affascinante ed ambiziosa. Del resto Papagni è un uomo del Sud non solo per estrazione, è uno che ha legato il proprio lavoro quasi esclusivamente ai sapori e agli odori della parte bassa dello stivale. Più su della Campania, ha lavorato solo a Sora e a L'Aquila. Un motivo in più per sentirsi a casa a Sorrento, terra che coniuga per storia calore tipicamente meridionale e genetica ospitalità. In definitiva, dopo oltre cinque anni si è solo chiuso un cerchio. In nome di un destino già scritto.