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Sterline e pioggia di euro: il tempismo del Mancio sbarca in Ligue 1

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Gianluigi Longari
mercoledì 15 maggio 2013, 10:432013
autore Gianluigi Longari
15.05.2013 10:432013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Tante volte la fortuna bisogna meritarsela, e qualora venisse dimostrato che questa è la realtà delle cose, Roberto Mancini sarebbe certamente da studiare ed osservare per comprendere cosa ci sia alla base del suo successo. Sicuramente il tempismo, su questo non ci sono dubbi: una caratteristica innata e che ha permesso all'ex tecnico del Manchester City di imparare dai propri errori sino a trovarsi coinvolto nella massima espressione economica del progetto cui prende parte.
Le partenze difficili a Firenze e Roma sponda Lazio furono propedeutiche ad una carriera che all'Inter prima ed al City poi, si è dimostrata di assoluto livello oltre che decisamente vantaggiosa sotto il profilo strettamente economico. Moratti stava per rilanciare il ciclo più importante di vittorie della sua gestione, setacciando il mercato di mezza Europa con la costruzione di un top club che avrebbe dominato i propri confini sino ad arrivare alla Champions League nel giro di 5 anni; Mansour ha acconsentito a tutte le richieste del suo tecnico (finché lo è stato) per centrare la vittoria di una Premier League che mancava da una vita.
Un destino cullato da buonuscite da urlo, da ultima quella di 9 milioni percepita dai Citizens, e che potrebbe proseguire sugli stessi danarosi binari seppur cambiando nazione e campionato.

La nuova frontiera si chiama Ligue 1, Psg e Monaco le strade che vanno ad aprirsi per accogliere il Mancio.
I campioni di Francia, a breve orfani di Ancelotti, stanno vagliando anche la candidatura del tecnico di Jesi per rilanciare un progetto appena divenuto vincente e che di certo non ha intenzione di fermarsi ad un campionato conquistato.
I monegaschi, dal canto loro, sono reduci dal ritorno nella massima serie guidati da Claudio Ranieri, ma come già accaduto nella carriera del tecnico romano (Chelsea di Abramovich) potrebbe essere qualcun altro a godersi il massimo splendore delle spese pazze del suo mecenate. Questione di tempismo, e Roberto Mancini, lo abbiamo capito, è davvero il re dell'argomento.