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Storia di un paese che non c'è più. Ecco come sarebbe la Jugoslavia oggi

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Gaetano Mocciaro
giovedì 21 marzo 2013, 17:302013
autore Gaetano Mocciaro
21.03.2013 17:302013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

La partita di domani fra Croazia e Serbia è quanto di meglio possa offrire il calcio jugoslavo. Una repubblica che oltre i due stati ha unito etnie, popoli, lingue e religioni diverse come quelle di Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia. Una terra che a livello calcistico è stata floridissima e che in realtà lo è ancora, tanto che buttando un occhio qua e la vediamo come i talenti abbondino. Anche da queste parti il prezzo dell'argenteria è salito (vedere gli 11 milioni spesi dall'Inter per Kovacic) ma ne vale quasi sempre la pena. Se quella che fu la federazione Jugoslava raccogliesse tutto il meglio per fare una selezione unica sarebbe probabilmente una delle candidate alla vittoria finale dei prossimi mondiali. Basta vedere questa ipotetica formazione. Tra i pali non c'è ombra di dubbio: lo sloveno Samir Handanovic a oggi è uno dei cinque migliori portieri al mondo e il numero uno in questa selezione spetta di diritto a lui. Terzino destro Darijo Srna, capitano della Croazia e dello Shakhtar Donetsk. Classe 1982, uno dei grandi misteri del calcio è non averlo mai visto nei 5 migliori campionati europei. A sinistra spazio a Senad Lulic, bosniaco della Lazio. Arrivato lo scorso anno quasi in silenzio, si è imposto come rivelazione del torneo dimostrando abilità soprattutto in fase offensiva, distribuendo assist e segnando qualche gol. All'occorrenza, vedere l'ultima partita di Torino, arretra sulla linea difensiva con ottimi risultati e correndo per tutta la fascia. Leader della difesa Nemanja Vidic, che ha in verità lasciato la nazionale serba ma che a 31 anni rimane uno dei centrali più forti al mondo. Al suo fianco ci sarebbe l'imbarazzo della scelta, ma scegliamo un altro serbo: Branislav Ivanovic del Chelsea. Benitez lo ha riproposto centrale ma l'ex Lokomotiv Mosca si disimpegna molto bene a destra. Gran fisico e abile nel gioco aereo, riesce sempre a chiudere la stagione con qualche rete. In un centrocampo di grande qualità serve chi faccia le due fasi come Zdravko Kuzmanovic, serbo appena tornato in Italia all'Inter. Già negli anni alla Fiorentina lo abbiamo conosciuto bene, formidabile soprattutto con le sue conclusioni dalla distanza. Reparto che prosegue con le geometrie di Miralem Pjanic, bosniaco, al secondo anno alla Roma. Genietto di centrocampo che con Andreazzoli in panchina sta raggiungendo livelli ottimali. Completa la linea mediana Luka Modric, ossia la fantasia al potere. Al Tottenham era una stella e non a caso se lo è preso il Real Madrid. Quando i blancos stavano per uscire dalla Champions contro il Manchester United è bastato che Mourinho lo gettasse nella mischia che l'asso croato trovasse il jolly. Il trio d'attacco scelto è composto dai montenegrini Jovetic e Vucinic, conoscenze della Serie A che non hanno bisogno di presentazioni e come bocca da fuoco centrale Edin Dzeko, forza della natura bosniaca del Manchester City. E scusate se abbiamo lasciato in panchina i vari Basta, Subotic, Rakitic e Mandzukic. Troppa grazia.

Ecco come sarebbe la lista dei 23 completa

PORTIERI: Handanovic (Slovenia), Begovic (Bosnia-Erzegovina), Pletikosa (Croazia)

DIFENSORI: Srna (Croazia), Ivanovic (Serbia), Vidic (Serbia), Subotic (Serbia), Lulic (Bosnia-Erzegovina), Kolarov (Serbia), Nastasic (Serbia)

CENTROCAMPISTI: Vukojevic (Croazia), Basta (Serbia), Kuzmanovic (Serbia), Pjanic (Bosnia-Erzegovina), Rakitic (Croazia), Modric (Croazia), Kranjcar (Croazia)

ATTACCANTI: Jovetic (Montenegro), Pandev (Macedonia), Vucinic (Montenegro), Mandzukic (Croazia), Dzeko (Bosnia-Erzegovina), Ibisevic (Bosnia-Erzegovina)