Tevez-Llorente: basta farli giocare. La mano di Mazzarri e i soldi di Thohir. Squinzi, il Sassuolo come Confindustria
Michele Criscitiello
Erano pronti titoli e banchi di imputati per Marotta e Paratici. Llorente era già stato paragonato ad Anelka, peccato che ancora non lo avevamo visto giocare mezzo secondo. La partita di ieri è servita per dargli il benvenuto e per dimostrare che ai campioni, quelli veri, basta un tempo per fare gol e spazzare via le polemiche dei prevenuti. Forse non stiamo parlando di un campione che ti farà vincere la Champions League ma il rispetto per un ottimo calciatore non deve mai mancare. La Juventus si aggrappa allo spagnolo perchè è consapevole che se dovesse fare cilecca lui, ne risentirebbe tutta la squadra. A Conte manca l'uomo d'area; per intenderci non ha Higuain, Gomez o MIlito ma tanti ottimi attaccanti e centrocampisti che possono segnare in un ogni momento. Il nemico della Juventus è solo uno: il successo! Si, quello può dare alla testa. Ti toglie la fame, dai tutto per scontato e non corri più come se dovessi raggiungere la luna in 10 minuti. Il problema può essere superato se in panchina ci va un cagnaccio come Conte. Quando ieri ha segnato il Verona, la prima reazione a caldo è stata: "Eccola, prepariamoci per una settimana di de profundis perchè prepareranno il funerale alla Juventus". Poi ho pensato, vabbè mercoledì c'è l'infrasettimanale, quindi le polemiche dureranno poco e mentre pensavo la Juventus risolveva il problema. Tevez-Llorente e un secondo tempo dove poteva dilagare. Arrivederci de profundis e bentornata Vecchia Signora. Si, ma non è mai andata via. Ha sbagliato in Champions, per il resto in campionato ha pareggiato a San Siro con l'Inter, non con il Sassuolo al Mapei Stadium. Bene, altro argomento. Vogliamo parlare prima di Inter o Sassuolo. L'importanza della piazza ci impone di fare un'analisi su Mazzarri. L'allenatore toscano ha messo in piedi una squadra che Stramaccioni aveva distrutto. I giocatori sono prevalentemente gli stessi, perchè il mercato ha portato poca roba a Milano. I progressi di Alvarez ci fanno ragionare a voce alta: non l'hanno saputo valorizzare i predecessori di Mazzarri o da quest'estate è tornato un altro calciatore? La verità è che il talento c'è ma va anche sfruttato. Cosa sta facendo Mazzarri di così clamoroso? Nulla! Il suo lavoro. Con la nuova gestione tecnica ogni singolo calciatore ha aumentato la sua qualità, almeno, del 30%. Cresce il rammarico per Moratti che chiuderà la sua era con un'annata da cancellare. Colpa del Presidente che si è ostinato a puntare su Stramaccioni. Merito del Presidente che ha ingaggiato Mazzarri e che resta al fianco della squadra, in questi ultimi giorni da leader nerazzurro. L'Inter gli mancherà. Gli mancherà la domenica, gli mancheranno le battaglie con la Juventus e gli mancherà perfino il cordone di giornalisti sotto i suoi ufficili ogni benedetto lunedì mattina.
Moratti è una persona perbene. Questo è un gran merito. Se ne va uno che con il calcio, forse, non aveva nulla a che fare. Ha sbagliato frequentazioni, nell'ingenuità della sua eleganza, si è appoggiato a persone che hanno solo sfruttato i suoi soldi e la sua buona fede ma ha avuto al suo fianco anche collaboratori fedeli, come il Direttore Filucchi. Finisce un'era, quella dei Moratti. Inizierà quella degli indonesiani. Thohir ci ispira fiducia. Per il gruppo che rappresenta e per le persone che lo affiancheranno. Basterà farlo lavorare. Sbaglia a priori se giudica Mazzarri, solo perchè scelto da Moratti. Ci sono cose buone in questa Inter che vanno tutelate, altre negative che vanno subito eliminate. Starà alla sua competenza e capacità capirlo nel minor tempo possibile. La domenica di serie A ha regalato il trono della Capitale alla Roma. La Lazio quest'anno farà fatica e perderà molti punti per "colpa" dell'Europa League. Il doppio impegno ti taglia le gambe. Ieri la prima dimostrazione. La mancanza di un'alternativa a Klose peserà. Attenzione perchè forse vivremo la prima storica stagione dove una squadra, in tutto il campionato, non supererà i 20 punti in classifica. Certo, è una provocazione ma il Sassuolo non può presentarsi al primo campionato di serie A in queste condizioni. Lo abbiamo scritto a fine mercato, lo ripetiamo dopo lo 0-7 con l'Inter. Andava fatto un mercato da matricola e non da disperati. Bisognava trovare una casa a questa società, non sfondare i muri ed entrare nella casa degli altri. Il Patron Squinzi ci mette la faccia ma questa del Sassuolo rischia di diventare la sua più grande sconfitta. Il Presidente di Confindustria non può essere deriso in nessun campo, figuriamoci nel calcio. Ha inseguito questo sogno per anni, poi una volta raggiunto si butta dal settimo piano. Ormai è troppo tardi per intervenire, gennaio è lontanissimo. Ci auguriamo solo che le sue scelte in Confindustria siano diverse da quelle che ha preso nel calcio. Altrimenti il nostro Paese rischia il baratro.




