Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Tutta la verità sulla guerra all'interno dell'Inter, Lucescu allenatore già contattato. Missione di Marotta a Madrid, tra Higuain e Benzema. Allegri sempre più vicino alla Roma

autore
Enzo Bucchioni
venerdì 19 aprile 2013, 00:002013
autore Enzo Bucchioni
19.04.2013 00:002013
Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Cosa sta accadendo all'Inter? E' questa la domanda delle domande attorno alla crisi infinita di una squadra costruita per ben altri obiettivi. Quasi subito fuori dalla lotta-scudetto, esclusa dalla zona Champions League, eliminata presto dall'Europa League e adesso anche dalla coppa Italia, resta in dubbio pure la conquista di uno dei due posti per la piccola Europa della prossima stagione.
Un bilancio troppo negativo se si mettono sul piatto della bilancia gli investimenti fatti e i giocatori di ottima-buona levatura (alcuni strapagati, ma questi è un altro discorso) comprati sia in estate che a gennaio.
Non può essere così poco squadra un'Inter che ha preso gente come Palacio e Cassano, ma anche Gargano, Mudingayi, Pereira, Kovacic, Kuzmanovic, Schelotto e altre figurine sparse, da affiancare a un nucleo storico niente male. E allora ? Come mai questa caduta in basso a tre anni dal magico Triplete di Mourinho?
Pesa una contrapposizione neanche troppo sotterranea tra l'area tecnica e l'area amministrativa che ha portato a una Babele nella quale tutti parlano, tutti mettono bocca, uno contro l'altro e in mezzo ci sta Moratti che non sa cosa decidere. Lo farà sicuramente entro il 30 giugno perché in queste condizioni l'Inter è destinata a fallire anche l'anno prossimo. Servono interventi decisi e pulizia, serve il rispetto dei ruoli e un uomo forte che protegga la squadra. C'era riuscito Mou, non poteva riuscirci Stramaccioni.
Nell'Inter ci sono da una parte Branca e Ausilio che tengono a galla Stramaccioni perché lo controllano e possono fare mercato senza alcuna obiezione sui giocatori da comprare e da vendere e dall'altra si contrappongono il direttore generale Fassone e lo storico medico sociale Combi.
Qualcuno si chiederà come possa contare tanto il medico nella gestione societaria e tecnica, ma Combi non è un dottore qualsiasi, ma il medico della famiglia Moratti. Così dentro l'Inter tutti comandano, tutti fanno critiche e danno consigli, pretendono di avere ragione e in mezzo c'è Moratti che non vuole tagliare con Branca (come vorrebbero in tanti dentro l'Inter) perché amico del figlio e non vuole allontanare Combi (come voleva Mancini) per ovvie ragioni.
In questo clima non sereno di tutti contro tutti o quasi, si spiegano le foto che girano sul web di Fassone e del suo periodo juventino ai tempi di Giraudo e Moggi, gli uomini di Calciopoli. Chi le ha messe? E non ultimo lo striscione apparso l'altra sera a San Siro è sembrato strano. Perché tanta attenzione dei tifosi per un direttore generale? Se lo chiede anche Moratti che si sta domandando pure cosa fare di Stramaccioni.
Anche qui la scelta è di famiglia, proprio Massimo e il figlio seguirono la Primavera a Londra l'anno scorso per valutare Stramaccioni. Ora faticano a scaricarlo perché Branca insiste nel dire che ha stoffa forse perché al direttore dell'area tecnica fa comodo avere un allenatore debole. Fassone contesta acquisti di giocatori pagati troppo, vorrebbe maggiore organizzazione. E in questo clima i giocatori sono difficilmente controllabili, non fanno gruppo, non sentono l'obiettivo comune e uno spogliatoio senza certezze non vale nulla.


Ci viene in mente la Juve di Del Neri. Infortuni a ripetizione, zero titoli e zero soddisfazioni: il clima era quello di questa Inter. L'anno dopo con Conte in panchina sette di quei giocatori bolliti hanno vinto lo scudetto.
Moratti si è preso una sorta di mese sabbatico, meglio di riflessione. Qualcosa farà, ma cacciare solo medici, preparatori e massaggiatori sembra riduttivo. Così si aggrappa alle sue vecchie certezze.
Anche se tutti smentiscono, c'è stato un contatto importante con Lucescu, uno deciso, con grande personalità, potrebbe rimettere le cose a posto. Anche Leonardo è sempre nella mente morattiana. Vedremo. Intanto Strama in sei partite deve almeno centrare uno dei due posti per l'Europa League (il terzo andrà al vincitore di coppa Italia) e non sarà facile con Fiorentina, Lazio e Roma che sembrano più in forma.
Intanto tra le rivali Agnelli con Marotta a Madrid per nun evento benefico con il Real, sta cercando di capire se vendendo Vidal può rinforzare la Juve comunque. Al Real ha chiesto uno tra Higuain e Benzema, i nomi sono sul taccuino. Ma resta in piedi anche uno scambio con il Psg: Ibra e Verratti per Vidal e soldi. Vedremo.
Presto si saprà anche cosa deciderà di fare Allegri. Ora sta zitto solo perché vuole centrare l'obiettivo Champions e andare via da quasi vincitore, ma come vi abbiamo già detto mesi fa, ha confidato ad amici toscani di essere stanco del tiramolla berlusconiano. La Roma lo aspetta, alla Roma 99 su cento andrà.