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Velez maledizione d'Italia, ma tanti talenti in rampa di lancio

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Andrea Losapio
martedì 26 marzo 2013, 07:152013
autore Andrea Losapio
26.03.2013 07:152013
Ricky Alvarez, ex VelezTUTTOmercatoWEB
Ricky Alvarez, ex Velez
© foto di Federico Gaetano

Il Velez Sarsfield è una fucina di talenti. Dai tempi di Carlos Bianchi e Roberto Trotta, pioneri di una squadra che fino ai primi anni novanta non era certo una potenza del calcio argentino, nonostante i trascorsi di un giovanissimo Diego Pablo Simeone e di Ubaldo Fillol, indimenticabile portiere argentino. L'ex tecnico della Roma, a fine 1992, divenne allenatore del Fortin - chiamato così per lo stadio, José Amalfitani, difficile da espugnare - e al primo tentativo, dopo venticinque anni, riuscii a vincere il titolo Clausura.
Da lì in poi, anche grazie a una Coppa Intercontinentale vinta contro il Milan, il Velez è diventato quel che ora è, una squadra fra le migliori dell'intero panorama continentale. Però i giocatori che arrivarono in Italia, da Trotta in poi, non furono certamente i migliori. Il difensore venne rispedito subito in Argentina, come Carlos Bianchi, ma dei tanti talenti poi arrivati nel Belpaese nessuno è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante. Lucas Castroman, per dirne uno, fra Lazio e Udinese, ma non solo.

Gli attuali grandi ex rispondono al nome di Mauro Zarate, fuori rosa alla Lazio e nell'occhio del ciclone per una vacanza alle Maldive, Maxi Moralez - reduce da tre mesi di molte ombre e pochissime luci - e Ricky Alvarez, vicinissimo alla cessione nel mercato di gennaio.
Il Velez - che ultimamente ha riportato in patria anche Fernando Gago, ex Roma - è una squadra ricca anche grazie ai rapporti che intrattiene con l'Europa, per questo i suoi gioielli sono sempre ricercati. Da Facundo Ferreyra - che l'anno scorso è stato a un passo dal trasferimento in Italia, ma poi il Banfield decide di cederlo ai biancoblù - valutato circa 4 milioni, a Gino Peruzzi, che ha già avuto un'investitura importante da Javier Zanetti per un ipotetico futuro in Italia. Ezequiel Rescaldani è un ariete oramai maturo per l'Argentina - forse un po' meno per l'Europa, ha bisogno di gavetta - così come Bryan Ferreira, due anni in meno rispetto ai primi tre (tutti classe 1992) che ha appena iniziato a frequentare la prima squadra. La nuova sensazione però è Lucas Romero, diciottenne che ha aiutato il club a vincere l'Apertura e oramai titolarissimo. Le squadre italiane seguono con attenzione le evoluzioni della squadra biancoblù. Con l'intenzione di spezzare questa sorta di maledizione.