Verona sogna con questo Hellas, Petkovic vede ormai l'addio
Alessandra Stefanelli
Hellas Verona-Lazio non ha tradito le aspettative. Attendevamo una gara ricca di gol e di emozioni, visto che si sfidavano due squadre certamente non impenetrabili in difesa e molto prolifiche in fase offensiva (soprattutto gli scaligeri) e le premesse non sono state disattese. Tutto ciò nonostante un manto erboso - anzi, sabbioso - in pessime condizioni e decisamente inadatto a un palcoscenico importante come quello della Serie A. E dopo il 4-1 finale, quello che salta immediatamente all'occhio è lo straordinario campionato che fin qui ha condotto la formazione di Andrea Mandorlini. 29 punti in classifica, 31 gol segnati e otto vittorie su nove gare disputate in casa. E alla fine l'entusiasmo del Bentegodi - anche ieri circa 20mila gli spettatori presenti allo stadio - appare più che giustificato.
Giusto sottolineare gli enormi meriti del Verona, ma va anche evidenziato come di fronte ci fosse una Lazio ormai davvero in disarmo. Dopo la reazione avuta contro il Livorno - e anche lì c'era effettivamente da capire quanto siano pesati i demeriti degli amaranto - ci si aspettava certamente una Lazio più quadrata. Invece, complice anche l'assenza di Radu e il forzato arretramento in difesa di Lulic, le occasioni da gol per gli scaligeri fioccano.
Il 4-1 finale alla fine rispecchia l'andamento della gara e potrebbe costare la panchina a Vladimir Petkovic. Ieri a Roma si è tenuto un vertice tra Claudio Lotito e Igli Tare in cui si è discusso approfonditamente della panchina biancoceleste. Il diktat sembra chiaro: se si trova un traghettatore adeguato - si fanno i nomi di Di Carlo e Reja - Petkovic può andare via anche subito.




