Alla caccia del record. Bergamo sogna con l'Atalanta
Andrea Losapio
Cinque vittorie consecutive, eguagliato il record di Bruno Giorgi nel 90-91 (quando entrò in corsa), in un altro calcio. Era anche un'altra Atalanta, quella degli Evair e dei Caniggia, dello 0-1 a Milano contro il Milan - e non era certo "semplice" come adesso - e di una città in visibilio dopo avere rischiato qualche cosuccia nelle retrovie. C'erano ancora Antonio Percassi alla guida del club, lo stesso che vent'anni fa diceva arrivederci alla sua creatura per un tecnico sbagliato. Era Francesco Guidolin, in campo c'era Sauzée, i sogni lambivano la UEFA. Salvo poi finire nel baratro con la coppia Valdinoci Prandelli, in una delle annate più brutte dell'intera storia bergamasca.
Sarà perché l'industria pallonara è cambiata completamente nel corso degli ultimi due decenni, sarà perché è meglio non giocare troppo con la scaramanzia, ma Europa è una parola che a Bergamo si è sentita solamente dopo il raggiungimento dei quaranta punti. Con il Parma (o l'Inter) nel mirino, la possibilità davvero di raccattare qua e là i punti che servono per sperare in una sorta di miracolo sportivo. È vero, è tutt'altro che semplice, perché il mal di trasferta è stato curato solamente nelle ultime tre giornate (sette punti fra Udinese, Lazio e Inter), e bisognerà affrontare lontano dal Comunale le prime due della classe come Roma e Juventus, ma la speranza è quella di raggiungere un obiettivo che manca, all'Atalanta, da vent'anni.
Con un tecnico, Colantuono, che è alla sesta stagione - non consecutiva - sulla sua panchina. Una rosa oramai ben collaudata, con assi ambiti dalle big come Bonaventura, giovani che crescono molto bene come Baselli, ragazzi alle prime armi che si faranno, come Nica. Il tutto in mezzo a una formazione piena di esperienza, da German Denis ad Andrea Consigli, da Guglielmo Stendardo a un Carlos Carmona sempre più sorprendente. Nessuno, però, merita di non essere chiamato in causa in questo convulso - si spera - finale di campionato. Oggi, contro un Bologna che può apparire ostico ma che attualmente è decisamente inferiore, l'Atalanta può rosicchiare ancora qualche punticino e arrivare a due passi dall'Europa. In attesa di Lazio-Parma, ma anche dell'Inter. Perché alla fine sognare non costa davvero nulla.




