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Atalanta, si rivedono i tempi di Stromberg. Livorno, tutto il peso su Paulinho

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Gaetano Mocciaro
giovedì 27 marzo 2014, 07:052014
autore Gaetano Mocciaro
27.03.2014 07:052014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La gara dell'Azzurri d'Italia suggerisce più che una riflessione l'inevitabile paragone tra questa Atalanta e quella che a cavallo della fine anni '80 e '90 sorprendeva tutti piazzandosi in zona Uefa. Era l'Atalanta di Mondonico allenatore, di Stromberg, Evair e Caniggia. Un'Atalanta che assaggiava i palcoscenici europei facendo nemmeno la comparsa. Semifinalista in Coppa delle Coppe nel 1987/88, ai quarti di Uefa nel 1990/91: eliminazioni arrivate in entrambi i casi per mano delle future vincitrici della manifestazione (Mechelen e Inter). Cosa è emerso contro il Livorno? Una squadra leggera, nel senso positivo del termine: dalla mente sgombra dalle pressioni, che gioca e si diverte. Senza il rischio di dormire sugli allori visto un tecnico come Stefano Colantuono, capace di arrabbiarsi anche sul 2-0 contro i labronici per un passaggio sbagliato. Emerge un German Denis sempre più leader, trentatre anni che significano esperienza e non vecchiaia, potenza e non pesantezza. Intorno a lui crescono certezze come Bonaventura, ormai pronto per una big, ma anche un De Luca che, in attesa di esplosione, si candida a titolare, sfruttando al meglio l'occasione datagli dal tecnico. La squadra ha superato la Lazio, è settima e adesso crede davvero all'Europa League. Giusto crederci.

Capitolo Livorno: la squadra gioca a viso aperto da subito, mette anche paura nei primi minuti all'Atalanta, poi viene punita e infine affonda. Non tutto è da buttare, perché Gemiti ha dato buone risposte, Biagianti il solito settepolmoni, Greco una certezza in mezzo e Mbaye bravissimo anche nei ripiegamenti. Il problema, quello vero e irrisolto, è davanti: troppo dipendenti da Paulinho. Il brasiliano tira da solo la carretta da inizio stagione perché Emeghara non riesce ad assisterlo e perché Belfodil è irriconoscibile. Fermandoci sul franco-algerino è impietoso il confronto col talentuoso giocatore che ha stupito tutti nella prima parte della scorsa stagione con la maglia del Parma. Che avesse scelto la piazza livornese come ripiego l'ha detto lui stesso, di certo giocandosi così male le sue chances difficile ipotizzare un gran mercato per l'anno a venire.