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Benitez e quelle risposte corte. E qualche macigno nelle scarpe

Benitez e quelle risposte corte. E qualche macigno nelle scarpeTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 28 settembre 2014, 07:152014
di Andrea Losapio

I quattro punti in classifica del Napoli continuano a far sembrare una polveriera, pronta a esplodere, la rosa. La sconfitta con l'Athletic ha rotto qualcosa, perché dopo Bilbao - e il vantaggio di Hamsik, in particolare - la retroguardia non ne ha più azzeccata una. Cambiano gli interpreti sulle fasce, non quelli centrali, con Albiol e Koulibaly in particolare difficoltà ogni volta che vengono attaccanti in velocità. Certo, impossibile dare la colpa solamente al reparto difensivo, al di là delle responsabilità che certamente i due mantengono, ma è lo stesso Benitez che appare decisamente diverso rispetto a quello dell'anno precedente.
Sembra un po' di rivivere quella che è stata la sua esperienza interista, sebbene molto differente nelle modalità e nei tempi. Dopo un anno buono, come quello scorso, nessuno ha aspettato nemmeno la conclusione dei 180 minuti del Preliminare Champions per dire che il tecnico iberico già rischiava la panchina. Gli acquisti hanno poi fatto il resto, perché obiettivamente più di qualcuno si sarebbe aspettato una campagna faraonica - o quasi - per tentare di colmare il gap con Roma e Juventus. E nei titolari solamente Koulibaly sta prendendo piede (e forse nella maniera sbagliata).


Va da sé che la conferenza stampa di ieri, di Benitez, abbia dato l'esatta dimensione della voglia di parlare dell'allenatore. Risposte a monosillabi, perplessità sulla sua inadeguatezza italiana, qualche attacco all'arbitro di Palermo. Ma che sembrano anche una sorta di coccodrillo anticipato (non si sa di quanto) per la sua esperienza a Napoli. L'ambiente è forse troppo caldo - e ha troppe pressioni - e l'allontanamento progressivo del presidente appare quasi un disimpegno iniziato con le parole su Mascherano di inizio giugno. Lo Jefecito, prima dei Mondiali, era davvero a un passo da diventare un giocatore azzurro, soprattutto per l'opera coercitiva dell'allenatore. Poi ha rinnovato, sia perché il Barça comunque ci puntava, sia perché il numero uno azzurro ha bocciato il suo acquisto. Per poi inserire Andujar, de Guzman, Gargano, Michu, David Lopez e Koulibaly.