Chi di eurogol punisce, di eurogol perisce: Klose come Palacio, Inter ko
Alessandra Stefanelli
Se l'anno dell'Inter era finito tutto sommato bene, con quel gol di tacco di Palacio che aveva regalato ai tifosi nerazzurri la vittoria nel derby e a Erick Thohir il primo trionfo in campionato, il 2014 si è aperto come peggio non si poteva. All'Olimpico, contro una Lazio accorta e compatta, la formazione di Walter Mazzarri mette insieme forse la prova peggiore da quando il tecnico di San Vincenzo siede sulla panchina nerazzurra. Lenti, molli, poco determinati. I giocatori dell'Inter non hanno mai dato la sensazione di poter realmente vincere la gara contro una Lazio non trascendentale ma comunque attenta e brava a ripartire.
Mazzarri aveva forse sperato di poterla vincere nel finale come accaduto contro il Milan, inserendo Kovacic e Milito, ma stavolta i suoi calcoli si rivelano sbagliati. E' la Lazio ad approfittare di un'Inter sbilanciata e vittima delle solite distrazioni individuali (Ranocchia nella fattispecie, ma anche alcuni errori di Juan Jesus potevano costare cari). Candreva inventa per Klose che in volé inventa la prima perla dell'anno solare. Chi di eurogol punisce, di eurogol perisce dunque. Nel derby era stato Palacio a rompere l'inerzia di un match sonnacchioso ed equilibrato, stavolta la tattica non ha funzionato e Klose ha fatto il resto.
C'è però un errore di fondo se l'Inter - e di conseguenza Mazzarri - devono affidarsi alle giocate estemporanee piuttosto che all'azione manovrata. Che fine ha fatto la bella Inter di inizio stagione, quella che subiva poco, segnava tanto e vinceva convincendo? Domande a cui il tecnico inevitabilmente dovrà rispondere. Intanto la Lazio porta a casa tre punti importanti e si gode la ritrovata solidità difensiva. Presto per cantare vittoria e per tessere le lodi di Edy Reja (e di conseguenza per ingigantire le colpe di Vladimir Pektovic). Indubbiamente per i biancocelesti inizia da adesso un altro campionato.




