Con la salvezza in tasca, l'Europa deve diventare un obiettivo
Tommaso Maschio
Con la vittoria di ieri pomeriggio l'Hellas Verona ha messo in tasca la salvezza matematica raggiungendo quota 39 punti. La soglia salvezza sarebbe fissata a 40, ma visto che dietro non si corre è probabile che in questa stagione basti molto meno per mantenere la categoria. Problemi che non riguardano di certo la squadra di Andrea Mandorlini che ora può anche rompere gli indugi e puntare all'Europa League senza più nascondersi dietro l'obiettivo fissato a inizio stagione. I gialloblu giocano un buon calcio, con giocatori di qualità ed esperienza che formano un mix finora vincente, ma per puntare a qualcosa di più e alzare l'asticella dell'ambizione serve un continuità che nelle ultime giornate è venuta a mancare. Contro la Juventus infatti la squadra veronese ha giocato solo un tempo, riuscendo a rimettere in piedi una gara che pareva persa nel finale, contro il Torino invece dopo un buon primo tempo gli scaligeri si sono sciolti subendo la rimonta dei granata. Ieri infine dopo un primo tempo ai limiti della perfezione l'Hellas ha abbassato troppo la guardia, credendo di avere la vittoria in tasca, rischiando di naufragare sotto i colpi di un Livorno generoso che in 40'' rimette in piedi una gara sciagurata senza però trovare un pareggio che avrebbe dato morale più che classifica. Se l'Hellas trovasse la continuità per giocare entrambe le frazioni sullo stesso livello ecco che l'Europa potrebbe materializzarsi, altrimenti sarà difficile battere una concorrenza agguerrita che vede il rientro in corsa anche di Milan e Lazio.
Quanto al Livorno bisognerà ripartire da quei 40'' che vanno dalla rete di Paulinho a quella di Greco. Lì si è visto lo spirito battagliero di una squadra che deve salvarsi. La squadra di Domenico Di Carlo non deve però dimenticare il primo tempo, per evitare di cadere anche in futuro in prestazioni di così basso profilo sia sul piano del carattere sia su quello del gioco. La classifica corta in coda rende meno preoccupante la sconfitta e la salvezza resta sempre lì a portata di mano a patto di imparare dagli errori commessi.




