Da un'Europa all'altra, la Lazio riapre tutto grazie a Marchetti
Gianluca Losco
Lazio stanca, con le ossa rotte, demoralizzata dall'eliminazione in Europa League e oltretutto reduce, a differenza della Fiorentina, comunque da un viaggio europeo. Spesso le partite sulla carta indirizzate verso un binario ben preciso sono le più belle da vincere. Primo, perché i biancocelesti si sono imposti in un campo non certo facile come quello del Franchi contro la quarta forza del campionato. Secondo, perché è sempre bello dimostrare che la squadra è viva a discapito di tutto, anche di scelte che inizialmente sembrano azzardate e che alla fine si dimostrano appunto "vincenti".
Con queste premesse la Lazio cancella l'eliminazione dell'Europa League e si avvicina ad una nuova Europa, quella dell'anno prossimo. Approfittando dei pareggi di Inter e Verona e delle sconfitte di Milan e Torino, i biancocelesti restano a due punti dal Parma sesto, ma superano proprio i granata e staccano i rossoneri. Niente male per una squadra criticata da più o meno tutti per le papere offerte in terra bulgara. Reja aveva detto alla vigilia che le critiche a Marchetti erano state esagerate, la conferma dell'azzurro in porta doveva servirgli per riacquisire fiducia: esperimento riuscito.
Partita in realtà quasi del tutto inoperosa per Marchetti, i suoi difensori hanno fatto buona guardia per tutta la partita. Ma sul colpo di testa di Aquilani è servita la prodezza dell'estremo difensore, volato a togliere quel pallone dalla rete. Un intervento da tre punti e una parata spazza-critiche: tutto ciò che serviva alla Lazio e tutto ciò che serviva a Marchetti.




