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Decadenza Lotito, il parere dell'avv. Di Cintio: "Questione ancora prematura"

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Lorenzo Casalino
venerdì 21 febbraio 2014, 15:372014
autore Lorenzo Casalino
21.02.2014 15:372014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Federsupporter, come abbiamo riportato in diverse occasioni in questi giorni, è tornata a parlare della questione della possibile decadenza di Claudio Lotito, presidente della Lazio. Per parlare della vicenda, la redazione di Lalaziosiamonoi.it ha contattato in esclusiva l'avvocato Cesare Di Cintio, noto esperto di diritto sportivo.

Avvocato, cos'è accaduto?
Secondo quanto sostiene Federsupporter, Claudio Lotito ricoprirebbe ancora la carica di presidente della Lazio e di membro del Consiglio Federale in spregio al disposto dell'art. 22 bis NOIF, che prevede testualmente che "non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione" e, "se già in carica decadono", coloro che siano condannati con sentenza passata in giudicato per i delitti, tra gli altri, di cui al D.Lgs. 58/1998, denominato T.U.F., Testo Unico delle disposizioni in materia di Intermediazione finanziaria. Pertanto, sempre secondo Federsuppoters, Lotito non potrebbe ricoprire una carica di dirigente di una società o di un'associazione sportiva in presenza di una condanna per omessa alienazione di partecipazioni, reato previsto e punito dall'art. 173 T.U.F. La tesi appare discutibile perchè l'iter processuale non è ancora terminato e la questione è ancora sub iudice. E' doveroso ricordare, infatti, che la Cassazione ha emesso una sentenza con rinvio alla Corte d'Appello di Milano.

Quali i possibili risvolti nella sfera sportiva?
E' chiaro che l'iter processuale deve terminare: l'art. 22 bis NOIF è una norma particolare che tende a tutelare l'ordinamento sportivo la cui ratio è ispirata alla tutela dei principi di lealtà e correttezza gestionale dello sport. Il problema personalmente è di ordine interpretativo ed è per questo che la norma dovrebbe essere letta sotto una luce diversa in modo meno invasivo per non creare problemi a chi amministra una società sportiva. Secondo la norma de qua, si può, infatti, decadere per alcuni delitti spregevoli, quali la violenza sessuale o lo spaccio di droga, che incidono sull'onorabilità di una persona, e su questo sono d'accordo. Sono, invece, personalmente più critico sul fatto che la carica aziendale non possa essere gestita per fattispecie penali connesse all'attività d'impresa. Sarebbe, infatti auspicabile rivedere il dettato normativo concentrandosi sulle fattispecie penali incompatibili con i principi dell'attività sportiva. Sul fatto che il presidente Lotto possa decadere anche da cariche politiche, è necessario, invece, precisare che questi discorsi appaiono, dal mio punto di vista, prematuri. In qualunque modo si legga la norma, tuttavia, è necessario precisare che, secondo il regime normativo attuale, non potrà essere impedito al patron laziale di rimanere socio di riferimento con circa il 68% delle azioni.