Derby in tono minore? Per l'Inter è andato anche peggio
Raimondo De Magistris
E' stato un derby modesto e povero di contenuti quello andato in scena ieri sera a San Siro. Nei giorni di presentazione tutti avevano parlato di una sfida in tono minore per via delle posizioni in classifica - l'Inter partiva dal quinto posto, il Milan dal decimo - ma in molti hanno dovuto ricredersi, abbassando ulteriormente l'asticella della godibilità visto il ritmo da partitella estiva impressa dalle due squadre in alcuni momenti della sfida.
Il Milan, comunque, ha vinto con merito. Dopo una mezz'ora abbondante di nulla assoluto sono stati i rosssoneri a imporre il ritmo alla partita grazie a una maggiore compattezza e voglia di fare. Non che dopo la traversa di Kakà siano arrivati grossi spunti, ma almeno da parte della squadra di Seedorf s'è vista la voglia di lottare e provare a portare a casa il risultato e non è un caso se la sfida è stata decisa da un colpo di testa di Nigel De Jong, probabilmente il migliore in campo anche prima del colpo di testa.
Sul fronte Inter si lecca le ferite Walter Mazzarri che deve fare i conti con l'ennesimo periodo negativo della stagione.
Con un solo punto conquistato in due giornate i nerazzurri sono tornati nella bagarre per la qualificazione alla prossima Europa League e in caso di risultato negativo sabato prossimo con la Lazio potrebbero clamorosamente uscire dai posti utili per l'accesso all'Europa. La sconfitta di ieri è preoccupante ed è arrivata al termine di una gara da nulla assoluto in cui Abbiati non è mai stato veramente impegnato. Un derby interpretato nel peggiore dei modi, che mette nuovamente al centro delle cronache sportive l'operato di Walter Mazzarri, tecnico che alla sua prima stagione all'Inter si trova a lottare fino alla fine contro squadre del calibro di Torino e Parma. Ancora due partite e, anche in questo caso, si potranno stilare giudizi definitivi.




