Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
esclusiva

Apuzzo: "Finali Primavera, tanti talenti pronti per la B"

esclusiva
autore
Stefano Sica
mercoledì 11 giugno 2014, 07:052014
autore Stefano Sica
11.06.2014 07:052014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Diego Fornero/TorinoGranata.it

Si saprà a giorni se Ernesto Apuzzo proseguirà la sua esperienza come osservatore del Chievo. Un incarico che riveste oramai da cinque stagioni nel club gialloblù per il Centro-Sud. Per ora il tecnico partenopeo si gode qualche giorno di relax, reduce da Rimini dove si è tenuta la fase finale del campionato Primavera. I giovani sono la sua passione e il soggiorno romagnolo gli ha dato l'opportunità di visionare diversi talenti in rappresentanza della società di patron Campedelli, e di arricchire il proprio database personale. "A Rimini ho visto molta qualità in un po' tutte le squadre - premette Apuzzo -. Mi hanno impressionato molto Torino e Chievo, ma anche compagini come Fiorentina, Palermo, Roma o Lazio hanno diversi ragazzi interessanti. Diciamo che ogni squadra ha mostrato almeno 2-3 gioiellini, qualcuno a mio parere destinato a cimentarsi anche in B l'anno prossimo. Insomma, il tasso tecnico delle Primavere mi pare aumentato e questo è un dato incoraggiante".

C'è qualcuno che promette più degli altri?
"Ci sono Simone Moschin, portiere del Chievo, Aramu (nella foto), trequartista del Torino e Malele, attaccante del Palermo. Ma ne ho visti tanti altri molto bravi".

Ci sarà ancora un futuro al Chievo?
"Mi incontrerò a breve col club e faremo il punto della situazione. Sono orgoglioso di lavorare per questa società, poi logicamente la mia passione è sempre quella di allenare. Vedremo".

Lei ha seguito spesso l'Avellino quest'anno: occasione persa per i Lupi o campionato comunque soddisfacente?
"Per me è stato un campionato straordinario. La squadra non era stata costruita di certo per puntare alla promozione e, per le proprie potenzialità, è andata al di là di ogni aspettativa. Si è fatta di necessità virtù e per questo dico che l'Avellino è da promuovere a pieni voti. Non dimentichiamo che i play-off sono sfumati per soli tre punti. Va fatto un grande complimento alla società, al direttore sportivo De Vito, ai tifosi, sempre magnifici, e a mister Rastelli che ha valorizzato appieno giovani come Zappacosta, Izzo o Bittante".

Il "suo" Sorrento ha rimediato la seconda retrocessione consecutiva. Di chi le colpe?
"Per me sono da suddividere tra tutti, e questo vale anche per la Juve Stabia. Un allenatore non è un fenomeno quando vince e non è certamente un brocco quando perde. Non tutti sono stati all'altezza della situazione. Ovviamente per il Sorrento si può parlare di disfatta perché tante cose non hanno funzionato. Organizzazione e unità di intenti tra società e staff tecnico sono valori imprescindibili per fare bene. Magari ci voleva un po' più di oculatezza nella scelta dei giocatori viste le carenze iniziali. Imperdonabile il flop della prima partita play-out con l'Arzanese, una gara indecorosa. Io comunque sono innamorato di questa città e di questa squadra, faccio il tifo per i rossoneri e il mio sogno resta sempre quello di allenare un giorno in costiera. A Sorrento verrei a piedi e anche in D".

L'Arzanese sembrava così lanciata e poi non ce l'ha fatta.
"Forse, dopo quella grande ricorsa che l'aveva vista protagonista, stava per finire la benzina. Ma a loro vanno fatti solo i complimenti per quello che sono stati capaci di fare".

Lei ha visionato diverse volte anche il Benevento: giusta la scelta della continuità col duo Di Somma-Brini?
"Era la cosa più logica da fare. E poi un dirigente come Di Somma è un valore aggiunto per qualsiasi società. In ogni caso il Benevento, nonostante abbia mancato ancora una volta la promozione, ha le stesse potenzialità economiche per riprovarci e fare qualcosa di importante. Ma quest'anno si può dire che sono usciti fuori i valori certificati dalla regular season. Perugia e Frosinone erano le più accreditate e i ciociari, secondi, hanno rispettato il pronostico. Certamente anche il Lecce era stato costruito per vincere e credo che con 2-3 accorgimenti mirati potrà farlo nel prossimo campionato. Anche la Salernitana con l'avvento di Gregucci ha messo in mostra un buon calcio".

A breve uscirà la graduatoria per i ripescaggi in Lega Pro. A suo avviso quali parametri andrebbero adottati?
"Io opterei per società sane e che diano garanzia di solidità economica. Dovrebbe essere questa l'opzione da seguire prima di tutte. Non ha senso essere ripescati se poi non si hanno le potenzialità per continuare e si è un fuoco di paglia".

© Riproduzione riservata