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Bari, Montecalvo: "Imprenditori arabi interessati all'acquisto"

ESCLUSIVA TMW - Bari, Montecalvo: "Imprenditori arabi interessati all'acquisto" TUTTO mercato WEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
venerdì 14 marzo 2014, 19:452014
di Alessio Calfapietra
"Il giovane Serafino sogna di giocare nella Roma"

Il sette marzo 2014 rimarrà una data dolorosamente impressa nella memoria dei tifosi del Bari. L'istanza di fallimento cancella, almeno formalmente, 86 anni di storia e impone al capoluogo pugliese di voltare pagina dopo un trentennio abbondante targato Matarrese.
Tra qualche settimana ci sarà l'asta giudiziaria per l'assegnazione della proprietà, il futuro è avvolto nella nebbia ma uno spiraglio potrebbe provenire dal Medio Oriente. Fabio Montecalvo, contattato in esclusiva dai nostri microfoni, ci informa che il gruppo imprenditoriale, già protagonista di un interessamento concreto due anni or sono e scontratosi contro il muro eretto dalla vecchia proprietà, è pronto a scendere nuovamente in campo.
"Sono stato un mese e mezzo fa a Dubai, nell'ambito di un progetto sulla eco-sostenibilità, e ho riscontrato la rinnovata volontà da parte di questo gruppo imprenditoriale degli Emirati arabi, del quale sono consulente, di voler acquisire la proprietà del Bari. Vogliamo partecipare all'asta, stiamo studiando la situazione, è un programma che va al di là del calcio e che prevede una serie di investimenti nella zona attigua allo stadio, con la costruzione di un centro commerciale, di hotel e negozi nell'alveo di un piano regolatore già approvato. Bari, che tra l'altro è la mia città di origine, ha una potenzialità naturalistica esplosiva come pochi posti al mondo, può diventare uno dei grandi porti del Mediterraneo, ma c'è bisogno di capitali e persone competenti, il calcio è un modo per veicolare investimenti e far crescere la città dal punto di vista commerciale e, allo stesso tempo dal lato calcistico, le due cose sono collegate".

Quale è la consistenza di questo gruppo imprenditoriale?
"E' notevole, si tratta di un gruppo multi-brand che spazia dai diamanti al petrolio, possiede una banca e fattura sette miliardi di dollari all'anno".

Ora come ora, però, il calcio a Bari rischia di sparire
"I Matarrese sono una famiglia patriarcale radicata nel territorio che non ama essere sopraffatta da investimenti provenienti da fuori, avebbero dovuto vendere la società al valore nominale delle azioni del capitale sociale, questo era l'unico modo realistico e concreto di vendere il Bari, ma si sono opposti in maniera ostinata alle offerte e i risultati sono questi, con la consegna della proprietà per fallimento volontario. All'epoca non ho voluto affondare il colpo, adesso i tempi sono maturi. Una mentalità chiusa e provinciale, quella dei Matarrese che pure in passato hanno ottenuto dei risultati, purtroppo diffusa nel Sud. Ma ora si può cambiare marcia".

A proposito di cessioni societarie, è d'attualità quella del Milan
"Berlusconi non cederà mai il Milan, semmai sta cercando un partner importante che possa interagire con lui nell'internazionizzazione del marchio e che porti denaro circolante da investire, Berlusconi ha fatto investimenti esorbitanti nel Milan, ottenenendo una marea di successi, è giusto che non voglia sborsare milioni ogni anno".

Parliamo delle sue società che spaziano in vari campi
"Tramite la FM Communications mi occupo di consulenze nel marketing sportivo e nella comunicazione internazionale per club come Real Madrid, Arsenal e Monaco. Invece con la WFM, avente sede a Londra, tratto il management sportivo per calciatori, curando anche l'aspetto della comunicazione, abbiamo operato moltissime consulenze nei trasferimenti, e gestiamo anche il direct management di alcuni giocatori, giovani e non. E poi ho avviato due iniziative all'estero tra Brasile ed Africa".

Ce ne parli dettagliatamente
"E' lo Young World Football Player a San Paolo, dove mi avvalgo anche della collaborazione con l'ex nazionale verdeoro Jairzinho, colui che segnò il goal del 3-1 nella sfida persa dall'Italia ai Mondiali, mentre a Dakar in Senegal ho istituito il "Black Football Management" che mira al recupero di ragazzi dai 10 ai 17 anni, sull'esempio dei frati cappuccini missionari per 40 anni in Africa, dove coniugo il mio impegno manageriale nella formazione dei talenti a quello del riscatto sociale. Stiamo costruendo una scuola che al momento ospita 25 ragazzi che passano metà giornata a lezione e che nelle prime ore pomeridiane si dedicano al calcio. La formazione tecnica vanta novanta iscritti".

Tra i giovani talenti che segue c'è il caso interessantissimo di Serafino
"Francesco Serafino e' un classe 1997, lo seguiamo sin dagli inizi con la Reggina, poi il papà per lavoro si è dovuto spostare in Argentina, da qualche tempo è ufficialmente un giocatore del Boca Juniors. Specifico di non avere la procura del ragazzo, in questo caso mi comporto da intermediario e consulente. E' un attaccante dalle grandi caratteristiche tecniche e fisiche, che dimostra già grande personalità visto che sta riuscendo a imporsi in un calcio che non guarda con eccessivo favore il talento dei non argentini. Sono arrivate proposte da squadre spagnole e italiane, il suo sogno è quello di giocare nella Roma perchè innamorato di Francesco Totti, speriamo in futuro di poter realizzare questa sua aspirazione".

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