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Parla Papu Gomez: "Io, il Metalist e la guerra. Grazie Atalanta"

ESCLUSIVA TMW - Parla Papu Gomez: "Io, il Metalist e la guerra. Grazie Atalanta"TUTTO mercato WEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
giovedì 18 settembre 2014, 18:502014
di Alessio Alaimo

"Sono felice, davvero. L'Atalanta mi ha cercato per tutto il periodo di calciomercato. Questa è una società seria, poi la città mi piace tanto". Sorride, è felice Alejandro Gomez. L'attaccante argentino è stato l'ultimo colpo di mercato dell'Atalanta. Voleva lasciare il Metalist, è stato accontentato. Papu adesso è pronto a dimostrare il suo valore, di nuovo, in serie A. E si racconta a TuttoMercatoWeb.

Dal Metalist voleva andar via, è stato accontentato.
"Non è colpa di nessuno: è scoppiato un problema politico ed economico in Ucraina, quasi una guerra. Così ho deciso di non tornare al Metalist e di prendere un'altra strada".

Tonasse indietro non accetterebbe il Metalist, giusto?
"Non sono pentito di niente. Ho giocato sempre, ho vissuto in un Paese che non conoscevo. Ho preso tanti soldi, guadagnare bene per un calciatore è importante. È stata un'esperienza diversa, ho imparato tanto".

Il ricordo più bello?
"Aver conosciuto posti che non pensavo di conoscere. Una cultura completamente diversa".

Quello da dimenticare?
"Mi sono trovato in mezzo ad una manifestazione tra i pro Russia e i pro Unione Europea. Trovarsi in mezzo ad una manifestazione così non è bello..."

Ok, spazio al presente. Ora l'Atalanta...
"Non ho fatto il ritiro, mi sono allenato da solo. Allenarsi senza la squadra non è la stessa. Voglio mettermi a posto in questo mese e poi dare una mano alla squadra con il mio gioco, come ho sempre fatto".

Su di lei c'era anche il Verona...
"Sono stato vicino. Ma ho sempre saputo dell'interesse dell'Atalanta, che ho considerato da subito la prima scelta".

C'era stata anche l'ipotesi di un ritorno a Catania sfruttando un cavillo burocratico legato al mancato pagamento da parte del Metalist.
"Sarei tornato, felicissimo di farlo. Conosco la città, la squadra. Non avrei avuto nessun problema a ritornare, ma sono extracomunitario".

Spazio agli obiettivi: il suo?
"Arrivare ad otto gol e magari superarli. Fare gol è sempre difficile, ci proverò".

E del Metalist che ricordo le rimarrà?
"Al Metalist auguro il meglio, tutti hanno cercato di darmi una mano. Ma ovviamente con i problemi esterni che c'erano loro non c'entrano niente. Vivere lì non era facile. Sono contento che abbiano capito tutto e così hanno consentito la mia partenza".

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