Festa Juve, il derby e la sconfitta della Roma: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Clamoroso al Cibali. Il Catania schianta la Roma quasi una settimana fa e lunedì la Juventus festeggia lo Scudetto con un giro d'onore. Lo spezzatino della trentaseiesima di Serie A, tra una finale di Coppa Italia ai limiti del paradossale e risultati decisamente dettati dalle diverse motivazioni, concede quasi tutti i verdetti, mantenendo aperta la lotta al quarto posto (fra Inter e Fiorentina) e quella per il sesto posto - con tutte le altre.
I top
Domenico Berardi - Tre gol alla Fiorentina, dopo i quattro al Milan. Un gioiello che sta trascinando il Sassuolo alla salvezza, anche se ha avuto troppe pause durante tutto l'anno. A vent'anni - non ancora compiuti - si può anche lasciare qualche attenuante generica.
La festa Juve - Terzo scudetto consecutivo, con piccola coda polemica per le parole di Antonio Conte sulla competitività che in Italia è sempre difficile avere, soprattutto in questo dato periodo storico. I bianconeri esultano dopo la delusione in Europa League, anche se la coppa verrà data all'ultima prestazione casalinga.
Toro e Parma - Vincono e convincono nella domenica di campionato. Tre punti che valgono per continuare a sognare la prossima Europa League, seppur la concorrenza sia spietata. Il Milan romba da dietro, ma all'Olimpico c'è la possibilità - per una delle due - di firmare il proprio destino.
I flop
La sconfitta della Roma - Obiettivamente difficile concedere alibi a una gara del genere, con quattro gol subiti e davvero poca voglia di scendere in campo. Lo scudetto lasciato andare a tre giornate dal termine, in uno stadio che storicamente non è mai stato territorio di conquista per i giallorossi.
Il derby - Una pochezza disarmante, ritmi balneari e pochissime emozioni. Per non parlare dei tiri in porta da parte dell'Inter, non ravvisati. Il giusto quadro di un campionato triste, dove il Milan rischia di arrivare sesto nonostante un'annata ai limiti dell'orribile.
La difesa della Lazio - Il reparto probabilmente più importante di tutti, quasi sempre lasciato a se stesso. Ciani non è all'altezza, Cana non era un difensore, Biava e Dias hanno un'età e sono quasi sempre i migliori. Non basta per rimanere ai vertici della Serie A, nonostante dalla cintola in su la Lazio sia quantomeno interessante.




