Fiorentina, Bucchioni: "Pradè ha rinnovato, i dettagli. Arriva Jack"
Redazione TMW.
Per mettersi alle spalle la più brutta partita dell'anno e guardare alla triplice sfida con la Juve con rinnovato ottimismo (toccato il fondo si può solo risalire), diamo un'occhiata a cosa sta facendo la Fiorentina per il futuro. Già, la macchina è in moto, la società come si è strutturata sta ragionando sempre più in grande e un momento di stasi dei risultati sul campo non possono fermare niente e nessuno.
Parliamo di Daniele Pradè. L'annuncio ufficiale del suo rinnovo non è ancora arrivato, ma si tratta soltanto di una formalità. L'incontro decisivo c'è stato qualche giorno fa e si è concluso con una stretta di mano tra il direttore sportivo e il presidente Cognigni: Pradè resterà a Firenze per un altro anno, dentro il progetto, per provare a vincere qualcosa con la Fiorentina.
Successivamente Pradè ha parlato anche con Andrea Della Valle per una rinnovata fiducia. Non c'è stato il tempo materiale con tutti gli impegni infrasettimanali importanti delle ultime settimane (coppa Italia, Europa League e periodo decisivo in campionato) per fare l'annuncio ufficiale con relativa conferenza stampa (ci sono cose che meritano maggiore attenzione, è tutto fatto dicono in società). Sarà annunciato all'inizio di aprile dopo il doppio confronto di coppa con la Juventus.
E questo è un tassello che va a posto. Sarà rinnovato anche il contratto con Macia, ma per prolungarlo almeno fino al 2017, più o meno in linea con quello di Montella e dei giocatori più importanti che resteranno dentro un progetto quinquennale, per puntare alla vittoria.
A proposito di Macia, da qualche giorno è sparito dai radar, non era in tribuna neppure domenica contro la Lazio e allora siamo venuti a sapere che è in missione, per uno di quei colpi che l'hanno reso famoso. E' in immersione, sott'acqua sta portando a termine un affare importante. L'attenzione è concentrata sui difensori centrali, si cerca un giocatore di grande levatura, in grado di guidare la difesa in assenza di Gonzalo, ma soprattutto per comporre con l'argentino un reparto di ferro. Macia è in Spagna per i suoi agganci, ma soprattutto perché cerca un giocatore abituato a un campionato duro come quello spagnolo, fisicamente impegnativo, ma che richiede ai difensori anche qualità tecniche, piedi buoni. L'obiettivo è Musacchio del Villareal, 24 anni, argentino con passaporto italiano. A gennaio la trattativa si è arenata di fronte alle richieste troppo alte degli spagnoli, ma soprattutto perché mancava il tempo materiale per portare in porto un accordo favorevole per entrambe le società. Ricordiamo che Macia ha un grande rapporto con il presidente del Villareal (già presi Borja, Gonzalo e Pepito) e la strada sembra più che aperta. Ma il direttore tecnico viola sta lavorando anche su un grande nome, un giocatore esperto, in grado di giocare ancora un paio d'anni ad alto livello e portare carisma a tutto il reparto difensivo. Un po' simile, come tipologia, all'operazione sfumata a gennaio con Samuel dell'Inter. Un vecchio lupo d'area di rigore.
Difesa, ma anche centrocampo. Gli occhi di Macia sono puntati su Giacomo Bonaventura dell'Atalanta, 25 anni ad agosto. E' un pallino da tempo, la trattativa è ripresa e questa volta sarà chiusa prima dell'inizio ufficiale del calciomercato per evitare giochi al rialzo.
La strategia è stata comunque varata da tempo e su questa linea si sta lavorando. La Fiorentina è attrezzata nel reparto offensivo, con i recuperi di Gomez e di Rossi, la prossima stagione la coppia dei sogni sarà ricostituita con tutti gli altri (Ilicic compreso) di contorno. In mezzo al campo servono un paio di giocatori (uno l'abbiamo detto) per premunirsi vista l'età di Pizarro e Ambrosini. Anche qui innesti importanti. In totale la Fiorentina farà 3-4 operazioni, ma tutte di alto profilo perché non è facile migliorare questa rosa. Soprattutto però, come detto, due difensori diventano una priorità assoluta e Macia vuol presentarsi a luglio con gli affari in tasca.
Ora, però, non possiamo non tornare agli arbitri, alle proteste e ai risultati. Arbitri. Il colloquio Nicchi-Montella è servito, il capo degli arbitri ha chiesto atteggiamenti diversi, più collaborazione, garantendo il suo impegno per monitorare meglio la situazione ed evitare conflitti. In buona sostanza: a giugno Braschi se ne andrà. State calmi.
La civilissima protesta dei tifosi, però, è sicuramente arrivata nelle stanze del potere: obiettivo raggiunto. Ora, però, è il momento di tornare alla normalità e concentrarsi sulla squadra e su queste partite decisive.
La Fiorentina è stanca. Ha giocato più di tutte le squadre italiane, ha pagato lo sforzo per supplire alle assenze di Gomez, Rossi e qualche altro infortunato. E' una squadra svuotata che deve recuperare energie mentali e fisiche in fretta. La Juve è l'avversario ideale per far tirare fuori tutto a tutti: ora o mai più.
In certe situazioni difficili però, ci aspettiamo qualche guizzo anche dall'allenatore. Che la Fiorentina fosse stanca si era visto nella facile partita di coppa di giovedì scorso. In queste condizioni meglio provare strade nuove, il 4-3-3 con gli esterni costretti a tornare e i difensori esterni a spingere, è un modulo che si gioca con una condizione fisica ottimale. Con la Lazio sarebbe stato meglio un 3-5-1-1, magari con lo svelto Wolsky alle spalle di Matri. Una Fiorentina più pratica, più classica, meno ambiziosa nell'atteggiamento: mai dimenticare che le grandi squadre devono saper vincere anche giocando un brutto calcio. A volte è necessario.




