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Galeone: "La storia del Milan e della A è cambiata a gennaio 2012"

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Gaetano Mocciaro
lunedì 28 aprile 2014, 23:452014
autore Gaetano Mocciaro
28.04.2014 23:452014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Petrussi/FDL71

Intervistato a Chieti a margine della consegna dell'ambito premio intitolato alla memoria del compianto Peppino Prisco, l'esperto tecnico Giovanni Galeone ha espresso la propria opinione sul campionato di Serie Bai microfoni del giornalista dell'emittente regionale abruzzese Tvsei Andrea Costantini: "Un peccato che la Roma non conquisti lo Scudetto dopo un campionato del genere.E' una delle poche squadre insieme forse per un certo periodo al Napoli che ha mostrato qualcosa di nuovo nel calcio italiano. Non sicuramente la Juve, che è quella degli anni scorsi se non migliorata nei risultati con un Tevez in più. Due cose sono successe: l'eliminazione del Napoli dalla Champions con 12 punti, cosa mai vista e gli 85 punti della Roma finora che non basteranno a vincere lo scudetto".

Come valuta la stagione del Milan?

Il Milan non è una novità: ho parlato a inizio anno con Allegri. A inizio anno lui e Galliani quando rilasciavano le interviste dicevano di non essere inferiori alle altre. Io dicevo a Max che poteva fare i salti mortali se arrivava sesto. Bisogna saper fare delle valutazioni: il Milan viene da due-tre anni in cui ha venduto moltissimo e non è riuscito a trovare degli elementi che prendessero il posto di quelli che hanno fatto parte del gruppo storico del Milan. Non puoi perdere 6-7 giocatori in due anni e pretendere di vincere il campionato. A gennaio di due anni fa quando c'era la possibilità di prendere Tevez e vendere Pato c'è stata la svolta del calcio italiano: il Milan avrebbe vinto lo scudetto al 90% e a quel punto a Ibrahimovic non sarebbe venuto il mal di pancia, Thiago Silva sarebbe rimasto e con i soldi di Pato avrebbero comprato qualcun altro e il Milan con due scudetti consecutivi avrebbe scritto una storia diversa.

Diciamo che il vero miracolo Allegri l'ha compiuto l'anno scorso

"Lo scorso anno, soprattutto nel grone di ritorno ha fatto delle cose molto buone e le avrebbe fatte anche quest'anno. Lui era convintissimo di arrivare in finale di Coppa Italia e superare il turno di Champions contro l'Atletico. Purtroppo c'è stata la partita di Sassuolo dove la Società ha dovuto prendere una posizione precisa.

Parlando di Serie B: è un campionato mediocre o solo livellato in basso?

"I tornei di B che ho avuto la fortuna di disputare io con Pescara, Udinese e Perugia ritengo siano di altra categoria. Non ritorno al Lecce di Barbas e Pasculli, o alla Lazio di Eugenio Fascetti, cioè squadre fortissime come il Parma di Sacchi. Questo è un campionato dove non si capisce niente. Al di là del Palermo che ha una sua struttura ed ha avuto un cammino ben preciso, solo il Siena ha fatto bene. Le altre squadre hanno avuto molti alti e bassi. Compreso il Lanciano, una formazione che l'anno scorso si è salvata e quest'anno lotta per la promozione. E, Con tutto il rispetto, se il Lanciano fa un campionato di questo genere, penso che il campionato e le formazioni che lo compongono siano di livello abbastanza scadente. Il Pescara? Non lo capisco. È una formazione buona, ha avuto qualche infortunio ma non basta per giustificare un torneo così altalenante sia sotto la gestione Marino che sotto quella di Cosmi. Almeno i play-off doveva raggiungerli, lì se la sarebbe giocata con il Siena. In questi due anni i biancazzurri hanno bruciato due occasioni incredibili. In serie A, dove si è salvi anche con 33 punti, non è possibile fare 20 punti e retrocedere. L'anno scorso nel mercato di gennaio si poteva e doveva fare meglio. Bastava prendere delle decisioni ben precise. Zeman? Non ne parlo, non ci siamo mai salutati nella nostra vita anche se c'è stima reciproca e lui fa delle cose splendide. Immobile? E' da mondiale, quest'anno sta facendo molto bene e meriterebbe la maglia azzurra. Anche perché non vedo altre prime punte. Balotelli, in tal senso, non lo è".

Fonte: Tvsei
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