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Gasperini e il macigno nella scarpa. Dalla difesa a tre a Calciopoli

Gasperini e il macigno nella scarpa. Dalla difesa a tre a CalciopoliTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
venerdì 17 gennaio 2014, 14:472014
di Andrea Losapio

L'intervista di Gian Piero Gasperini a La Repubblica è un manifesto su come andavano le cose all'Inter. Macigni a parte per un'esperienza durata pochissimo, solo due mesi, e un'eredità pesantissima da affrontare, quella di Mourinho, che ha portato i nerazzurri a liquefarsi nei pochi mesi di reggenza dell'attuale tecnico genoano. L'Inter, a distanza di tre anni, non è ancora riuscita a ritornare ai suoi livelli, anche e soprattutto per via di una incapacità strutturale (e dirigenziale) che continua nonostante l'arrivo di Erik Thohir. È un po' troppo presto per chiedere miracoli al magnate indonesiano, ma più delle stilettate Calciopoli o della difesa a tre - quella usata ora da Mazzarri ma che costò un esonero virtuale già dopo un Inter-Chievo da amichevole estiva - quello che andrebbe valutato sono proprio le parole sull'organizzazione dirigenziale.
Perché se l'Inter ha vinto quello che ha vinto per larga parte è merito di José Mourinho, ma in quell'anno del Triplete c'era anche chi remava contro. In pochi si ricorderanno che dopo Inter-Chelsea, il 2-1 di San Siro, Massimo Moratti aveva già l'intenzione di separarsi dal tecnico in qualunque modo fosse finita la stagione. Le voci continuavano soprattutto prima della partita con il Barcellona, probabilmente l'apice massimo dell'epopea Mourinho.

"A Moratti non sono piaciute le parole sul calcio italiano. E, più in generale, lo stile del tecnico portoghese". Questa era l'accusa lanciata, come grido d'allarme, da chi era vicino alla famiglia Moratti. Andò così, ma non certo per volere del presidente, bensì solo del suo tecnico.
Così servirebbe capire che un rinnovamento, soprattutto nelle sfere alte, dell'Inter è non solo necessario, ma non più rimandabile. Perché Mazzarri è sicuramente sotto le aspettative, ma le grandi ora stanno correndo troppo per l'utilitaria che è diventata l'Inter. Anche, ma non solo, per colpa di Gasperini.