Ghirardi tuona e getta la spugna. Ora per il Parma gli scenari mutano
Tommaso Maschio
"Siete riusciti a farmi andare via dal mondo dello sport". In questa frase è racchiusa tutta l'amarezza e la rabbia del presidente dimissionario del Parma Tommaso Ghirardi dopo la decisione dell'Alta Corte del Coni di respingere il ricorso della società ducale e lasciare gli emiliani fuori da un'Europa conquistata sul campo con merito e sudore giocando al massimo fino all'ultimo minuto del campionato di Serie A. Ghirardi prepara così la sua uscita dal mondo del calcio con le dimissioni da presidente a partire dal 30 giugno e la messa in vendita dell'intero pacchetto azionario della società. Un'uscita di scena da vincitore, come ribadito in conferenza stampa, che apre scenari bui per il Parma che dal sogno europeo rischia di scivolare in un incubo dalle conseguenze imprevedibili.
Se infatti con l'Europa League c'era la certezza di trattenere almeno un paio delle stelle della squadra - da Antonio Cassano a Gabriel Paletta passando per Marco Parolo - ora c'è il rischio che che tutti questi vengano ceduti assieme a molti altri e sostituiti dal rientro di qualcuno degli oltre 200 giocatori controllati dai ducali e sparsi in giro per l'Italia e l'Europa presso società amiche o satellite. Anche le prospettive di Roberto Donadoni a questo punto potrebbero cambiare con il tecnico che tornerebbe d'attualità per una Lazio non convinta di continuare con Reja, più che per un Milan che ha scelto orma la strada Filippo Inzaghi. Un azzardo che potrebbe costare caro al Parma e riportarlo sul fondo della classifica a lottare per la salvezza dopo annate vissute nelle zone centrali a debita distanza dalla zona calda col rischio di ripetere il Parma del dopo Tanzi che rischiò subito la retrocessione in Serie B.




