Il karaoke, Klose e il ko: top e flop del Mondiale
Andrea Losapio
Incredibile a Gelo (licenza creativa) Horizonte, il Brasile cade - tonfo clamoroso - con sette papine sul groppone. Incredibile l'epilogo di questo mondiale, che è più di un Maracanazo e che per quattro anni graverà sulla testa dei calciatori verdeoro.
I top
Il karaoke - L'unica cosa in cui i brasiliani surclassano decisamente i tedeschi, con l'inno cantato a cappella. Peccato che poi vada a finire come nessuno sospetterebbe, neanche i migliori tenori sudamericani.
Miro Klose - Sedici gol nel mondiale, un record che potrebbe però essere, prima o poi, superato da Thomas Muller, vero e proprio erede dell'eterno centravanti ora alla Lazio. Non ha mai vinto una coppa, nonostante questo fantastico ruolino di marcia. Avrà la possibilità domenica, dopo una rivincita con il Brasile a 12 anni di distanza.
La Germania - Strepitosa, straripante. E forse si è pure fermata, nel secondo tempo, quando avrebbe potuto infierire ulteriormente su una squadra oramai morta. Nel finale c'è chi si dispera per il gol di Oscar: mentalità vincente.
I flop
Il KO - Knock out, buio in un quarto d'ora. Non è colpa di Scolari, obiettivamente, perché se va via la luce completamente non può essere addossata la responsabilità solo al proprio allenatore. Spazi aperti.
Le assenze di Thiago e Neymar - Non avrebbero cambiato alcunché. Certo è che giocare con loro piuttosto che con Dante e Bernard c'è una lieve differenza. La domanda sorge spontanea: ma Miranda e Filipe Luis non erano selezionabili? E secondariamente, Dani Alves in panchina grida vendetta.
Il Brasile - Brutto, a tratti inguardabile, infilzabile da chiunque. Veramente un brutto spettacolo, con un sussulto finale di Oscar.




