Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariEuro 2024
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomoempolifiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromatorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenafrosinonelatinalivornonocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloternanaturris
Altri canali euro 2024serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionalipodcaststatistichestazione di sosta

Il Napoli è in crisi, ma senza campioni è dura

Il Napoli è in crisi, ma senza campioni è duraTUTTO mercato WEB
© foto di Lrpress/Melone
martedì 16 settembre 2014, 07:452014
di Andrea Losapio

Tre punti con il Genoa, arrivati al novantesimo, con un'incursione di De Guzman, tre persi con il Chievo anche per merito di grandi parate del portiere. Ancor prima, un'eliminazione sulle due partite con l'Athletic di Bilbao, non senza il grande alibi di non avere avuto a disposizione quasi tutti gli effettivi a causa di una forma post mondiale abbastanza precaria.
Domenica pomeriggio, al San Paolo, il Napoli sprecato un rigore (fossero andati in vantaggio difficilmente il risultato sarebbe stato lo stesso), ma al di là del gol subito ha rischiato di prenderne un altro su giocata volante di Maxi Lopez, con Rafael che tampona il calciatore argentino nel successivo colpo di tacco. Niente rigore perché il biondo attaccante clivense non è caduto, ma altro rischio (grossissimo) di capitolare. Quindi sì, Bardi è stato ai limiti del perfetto nel rintuzzare le conclusioni partenopee, ma i problemi ci sono.
Giustificazioni contrapposte pure al nuovo San Mames, quando sull'1-0 erano stati prima Britos e poi Albiol a combinare i disastri volti a cambiare il match. Gli errori singoli sono i meno preventivabili, ma le situazioni continuano a non recitare a favore degli azzurri. Perché, appunto, anche nella vittoria con il Grifone ci si è aggrappati alla speranza dell'ultimo minuto, a quella fiammella che una grande squadra dovrebbe mantenere come riserva nei match particolarmente complicati. Si può dire sfortuna, ma non si può sempre derubricare una sconfitta a giornata no.


La realtà è che il Napoli non ha inserito calciatori di valore in una rosa già buona. Perso un titolare dell'Argentina, Fernandez (che ha vissuto un sabato di terrore con Diego Costa), è stato sostituito dal carneade Koulibaly, difensore di avvenire ma che ora non può giocare da titolare. Reina non è stato sostituito, Michu è una riserva e non dà valore aggiunto rispetto a Pandev negli undici, De Guzman e David Lopez non cambieranno la fisionomia della squadra.
Il problema primario è che De Laurentiis, come già visto con Mascherano, non ha l'intenzione di spendere per un giocatore già affermato. Almeno, non cifre come quelle per Higuain, costretto a sostituire Cavani. Per il resto sempre scelte buone ma non top, e per una squadra che vuole vincere è impensabile sperare nei miglioramenti repentini di buoni calciatori ma che, difficilmente, saranno dei campioni di livello europeo. C'è chi, d'altro canto, sta già criminalizzando Benitez, senza sapere che in Premier ha collezionato un quinto, due terzi, un quarto, un secondo e un settimo posto, nei sei anni di regnanza: anche lì gli Scousers erano degli outsiders, non squadre costruite per vincere. E la coperta corta è stata mascherata con la vittoria della Champions League: per vincere un campionato servono i campioni, per una Coppa bisogna avere anche un pizzico di fortuna.