Il nodo Guarin e l'Hernanes demotivato, due pezzi da muovere in dieci giorni
Andrea Losapio
Meno dieci alla chiusura. Il mercato di gennaio, così aspettato ma poi così fuggevole, venerdì 31 alle ventitré chiuderà i propri battenti, ma con ogni probabilità già a metà pomeriggio gli affari conclusi saranno bene delineati. E, visti i botti che nelle ultime ore stanno scaldando il calciomercato in Italia, bisognerà trovare una sistemazione per Fredy Guarin, Mirko Vucinic, ma non solo. Pure Hernanes, che non è ancora uscito allo scoperto ma che difficilmente rinnoverà il contratto con la Lazio, vorrebbe cambiare aria. Perché il rischio di perdere il mondiale in casa, con la propria nazionale, è davvero dietro l'angolo. E la Lazio - che pare avere ritrovato un buon ruolino di marcia, ma non il gioco sperato con l'arrivo di Reja - incomincia ad andare stretta al Profeta, incappato nella peggiore stagione degli ultimi anni. Così prima toccherà a Fredy Guarin.
Le voci che vogliono uno scambio con lo United per Hernandez, sicuramente, scalderebbero più il cuore degli interisti piuttosto che uno scambio con Vucinic. Possibile però che Marotta, nella sua allusione all'1% di possibile riapertura, giochi al rialzo per il colombiano e che in realtà non sia finita qui.
Tutto questo è legato alla situazione del brasiliano, per cui Lotito chiede 20 milioni di euro. Il discorso è molto semplice: il patron biancoceleste è abituato a non scendere quasi mai dalle proprie richieste, e l'inserimento di una possibile contropartita come Icardi - sicuramente interessante, qualora dovesse smettere di pensare a instagram e twitter - va a limare il prezzo del calciatore. Ranocchia difficilmente se ne andrà, quindi tocca fare cassa con l'addio di Guarin. Un nodo gordiano che è quasi impossibile da sciogliere, ma i pezzi del domino sono lì, pronti a partire. E dovranno per forza bastare dieci giorni, ma sarebbe meglio non arrivare alle ventitré di venerdì 31.




