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Il punto sulla A - Il solito duello

Il punto sulla A - Il solito duelloTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
lunedì 22 settembre 2014, 07:002014
di Raimondo De Magistris

Duecento settanta minuti per confermare le previsioni della vigilia. Tre gare per mettere subito le cose in chiaro: per lo Scudetto ci sono solo Roma e Juventus. Come pronosticato più o meno da tutti alla vigilia del campionato, sono queste le due pretendenti per un titolo che dovrà fare i conti con lo stesso duello della passata stagione.
Le uniche due a punteggio pieno, le uniche due che non hanno ancora subito gol, le uniche che vincono e convincono. Al momento tra il tandem Juve-Roma e il resto del gruppo sembra intercorrere un abisso. Sabato sera, ad esempio, il Milan ha fatto di tutto per creare un'atmosfera favorevole. Settimana di grande euforia e 80mila persone a San Siro per aiutare una squadra che non è riuscita ad andare oltre la fase difensiva. Un solo tiro in porta - il colpo di testa di Honda - poi spazio esclusivamente alla Juventus che ha imposto il suo gioco senza dare mai l'impressione di spingere fino in fondo il piede sull'acceleratore. E' bastata la giocata di due campioni come Pogba e Tevez per decidere la partita e sgretolare le certezze di un Milan volenteroso ma ancora in costruzione.
Disarmante anche la facilità con cui s'è imposta la Roma. L'avversario era di ben altro spessore, ma all'Olimpico la partita è durata 13 minuti, il tempo del tap-in di Destro e dell'abbraccio tra Florenzi e nonna Aurora. Poi solo gioco al risparmio pensando ai prossimi impegni contro un Cagliari mai in partita che non sembra allenato Zeman.


E le altre big? Al momento quella più avanti è l'Inter: cinque punti in tre gare. La squadra di Mazzarri ha una precisa idea di gioco, ma a Palermo ha dovuto fare i conti col ritmo tambureggiante imposto dai padroni di casa che meriterebbero più dei due punti fin qui conquistati. La Fiorentina, in attesa del gioco, a Bergamo contro l'Atalanta ha ritrovato i tre punti grazie a un pizzico di fortuna, mentre il Napoli - la più grande delusione di questo inizio di stagione - più che il mercato sottotono paga le scelte autolesioniste di Benitez. Male anche la Lazio. Dopo aver dominato col Genoa per 45 minuti, la compagine capitolina guidata da Pioli ha incassato il tap-in vincente di Pinilla quasi allo scadere. Una beffa che si aggiunge al danno, cioè agli infortuni di Biglia, Basta e Gentiletti.
Chiosa finale sull'Hellas, squadra che nel posticipo s'è imposta sul difficile campo del Torino. In attesa di ritrovare il piacevole gioco che ha caratterizzato la passata stagione, Mandorlini può contare su un Verona cinico e ben organizzato. "Ho in mano un gruppo che non molla mai", ha detto l'allenatore romagnolo a fine gara. Un'affermazione non alla portata di tutti gli allenatori di Serie A di questi tempi.